La rapida avvezione di aria fredda, d’estrazione sub-polare marittima, che nei prossimi giorni investirà le nostre regioni centro-meridionali, comportando un drastico calo termico ben avvertibile soprattutto lungo le regioni adriatiche, che verrà ulteriormente esacerbato dall’inserimento di una sostenuta ventilazione dai quadranti settentrionali che spazzerà tutti i mari dell’Italia meridionale. Le masse d’aria che si prepareranno a gettarsi sul bacino centrale del mar Mediterraneo in realtà hanno un origine sub-polare marittima, e solo in parte, in una seconda fase, tenderanno a continentalizzarsi dopo essere passate sopra le pianure della Germania orientale, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, l’Ungheria, la Slovenia e la Croazia. Ma ora cerchiamo di analizzare la manovra barica responsabile del brusco peggioramento che verrà a farci visita nei prossimi giorni, a suon di piogge, rovesci, temporali e venti piuttosto sostenuti, che varcheranno a tratti pure la soglia d’attenzione. Attualmente, analizzando le ultime moviole satellitari a nostra disposizione, notiamo come sull’area euro-atlantica il flusso perturbato principale con continui a scorrere, con il suo corpo centrale, a ridosso dei 50° di latitudine nord.
Entro la prossima notte il flusso perturbato principale comincerà, gradualmente, ad abbassarsi ulteriormente di latitudine, ridossandosi alle Alpi. A questo significativo abbassamento di latitudine del flusso zonale, che entra dal nord Atlantico, si assocerà un significativo apporto di masse d’aria fredde, di stampo sub-polare marittimo, che dalle Isole Britanniche si incuneerà sul mar del Nord, per versarsi sopra le pianure dell’Europa centrale. L’isoterma di +0°C a 850 hpa, entro la mattinata di domani, raggiungerà la Baviera e la Francia centro-meridionale, addossando gran parte di questa massa d’aria fredda, sub-polare marittima, a nord delle Alpi. Questo abbassamento di latitudine del flusso perturbato principale costringerà il promontorio anticiclonico sub-tropicale, preesistente fra la Spagna e l’Italia meridionale, a cominciare ad arretrare verso l’entroterra desertico algerino e marocchino, mantenendo la proprio cupola (la cosiddetta “radice calda”) a sud della catena montuosa dell’Atlante Telliano.
Il ritiro della figura anticiclonica provocherà un conseguente calo dei valori di geopotenziale a 500 hpa sull’intero bacino del Mediterraneo, agevolando l’ingresso delle saccature oceaniche fino al cuore del “mare Nostrum”. Nel corso della giornata di domani l’erezione, verso latitudini più settentrionali, di un nuovo promontorio anticiclonico dinamico nel mezzo dell’Atlantico, assieme alla consistente azione di blocco eretta dal ben più robusto promontorio anticiclonico di blocco, presente fra il Kazakistan occidentale e la Russia europea (ben supportato lungo il bordo occidentale dall’apporto di aria calda sub-tropicale continentale che dalle steppe dell’Uzbekistan risale fino al Kazakistan occidentale e all’est della Russia europea e gli Urali), tenderanno ad imprimere un flusso che presenterà maggiori caratteristiche meridiane fra Scandinavia, Europa centrale e bacino centrale del mar Mediterraneo, dove si andranno ad affermare correnti con una marcata direttrice nord-occidentale. La temporanea meridianizzazione del flusso perturbato principale, fra Europa centrale e Mediterraneo, andrà a costruire un ampia saccature colma di aria fredda sub-polare marittima, ben riscontrabile nell’analisi delle mappe a 500 hpa e 250 hpa, che nel corso della giornata di domani penetrerà sul settore centro-occidentale del mar Mediterraneo, iniziando a interessare più direttamente le nostre regioni centro-settentrionali.

