
“Imprevedibilita’ assoluta e assoluta eccezionalita'”. Questi, secondo il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi, sono i termini piu’ appropriati per spiegare la vera e propria ‘onda anomala’ del fiume Misa che lo scorso 3 maggio ha scavalcato ed eroso gli argini all’altezza dell’area artigianale di Borgo Bicchia allagando vaste porzioni di territorio. “Non un fiume che esonda continuando a seguire il suo alveo ma piuttosto – spiega Mangialardi – un fiume che fuoriuscendo dagli argini cambia letteralmente rotta alimentando un nuovo fiume e disegnando un nuovo alveo all’interno delle vie cittadine. Qualcosa che per potenza, modalita’ ed estensione del fenomeno non si era mai vista prima a Senigallia, credo superiore perfino alla famigerata alluvione del 1940”. In questo drammatico contesto, “la fase di allarme e il piano di evacuazione previsti dal Piano di emergenza idrologica approvato dal Consiglio comunale sono stati regolarmente attuati il 3 maggio nelle aree che, in base alle precedenti esperienze, erano considerate maggiormente a rischio”. Il piano d’emergenza, spiega ancora il sindaco di Senigallia, prevede per le aree individuate come a massimo rischio “tutta una serie di misure che vanno dall’invio di sms di allerta all’informazione casa per casa, attraverso megafono fino all’evacuazione dalle abitazioni a rischio ed al ricovero delle persone sfollate in centri di raccolta. Le aree qualificate in base alle esperienze passate come a massimo rischio di esondazione sono 7. La mattina del 3 maggio queste azioni di comunicazioni ed evacuazione nelle aree di Cannella e Bettolelle sono state regolarmente eseguite”. “Eravamo pronti cioe’ – continua Mangialardi – all’evacuazione per esondazioni nelle aree adiacenti il corso naturale del fiume, ma nessuno poteva prevedere la ramificazione di un braccio del Misa che ha seguito un percorso autonomo di enorme violenza dentro a quartieri residenziali. Non a caso ne’ Borgo Bicchia ne’ Borgo Mulino ne’ l’ex Piano Regolatore sono censite come zone a massimo rischio di esondazione e questo testimonia l’anomalia dell’alluvione rispetto a esperienze passate, sia quelle recenti che quelle piu’ antiche.