Ambiente: il 94% delle zone balneabili dell’UE rispetta i criteri di qualità

FBL-WC2014 -BRAZIL-FINAL-DRAWNonostante lo stato preoccupante degli ecosistemi marittimi e fluviali, il 94,7% delle 22mila zone sottoposte al controllo dell’Ue rispondono alle norme di qualità minime per la balneazione: è quanto si legge nel rapporto annuale dell’Agenzia Europa per l’Ambiente (Aee).
Il precedente rapporto dava una percentuale del 94%; in aumento anche le acque di “qualità eccellente”, passate dal 79% all’82,6%: sopra la media europea vi sono 12 Paesi, fra cui Cipro e Lussemburgo (100% di “eccellenza”) seguite da Malta (98,9%), Croazia (94,9%), Grecia (93,2%), Germania (89,9%) e l’Italia (5.511 zone balneari, 87,2%).
Viceversa, sei Paesi hanno visto aumentare il numero dei siti di qualità “insufficiente” (che rappresentano il 2% del totale europeo), tra cui la Francia (3,5%) e la Spagna (3%); i problemi più gravi si registrano nella costa adriatica italiana, in quella atlantica spagnola, nel Baltico e nelle acque fluviali del centro della Francia.
Un’involuzione che secondo il rapporto è dovuta soprattutto ai cambiamenti climatici, dato che l’Ue ha cessato di sversare nelle acque balneabili “grandi quantità di acque residuali”: sono piuttosto le forti pioggie e le inondazioni a rappresentare un rischio, trasportando i batteri presenti nei terreni agricoli ed esondare i sistemi di fognatura.