
Il comune di Fumone, ubicato sulla sommità di un monte che domina l’intera Valle del Sacco, è un meraviglioso borgo compreso tra i Monti Emici ed i Monti Lepini. Chi arriva a Fumone ha la gradita sorpresa di poter cogliere la stessa immagine che si presentava agli occhi dei pellegrini medioevali. Il borgo, difatti, riserva notevoli sorprese in quanto la cinta muraria racchiude al suo interno un nucleo storico perfettamente conservato, con portici, scale, nicchie di particolare suggestione. Le stradine strette, gli archi e i portali, tutto concorre a creare quell’atmosfera che riporta il visitatore indietro nel tempo del secolo X. Le origini storiche di questo ameno paesello si perdono, come suol dirsi, nella notte dei tempi. Alcuni vogliono che sia stato edificato nell’anno 244 della fondazione di Roma, al tempo, cioè, in cui l’ultimo Re di Roma, Tarquinio il Superbo, fu detronizzato e costretto a lasciare la Città imperiale. Ebbene, una nostra lettrice ha giustamente voluto riaprire una “ferita” che ancora grida vendetta. Stiamo parlando della mostruosa antenna di 32 metri che, oltre ad oscurare il Castello di Fumone (ultima prigione di Celestino V), deturpa pesantemente questo meraviglioso paesaggio. Purtroppo, nel 2013, il Tar respinse il ricorso del Comune del frusinate. E’ evidente che, come spesso accade, a prevalere sono soltanto gli interessi economici a discapito della tutela della salute e dell’ambiente. (Ringraziamo Palma Lavecchia per le foto a corredo dell’articolo)