
Alcune di queste isole si sono formate in seguito all’eruzione dei vulcani sottomarini, altre sono i resti di antiche dorsali sprofondate sott’acqua quando il livello dei mare si e’ innalzato. In questa condizione di isolamento gli animali originari, incapaci di superare le distese marine e di scambiare il loro patrimonio genetico con i simili rimasti sulla terraferma, con il tempo hanno acquisito delle caratteristiche uniche, tanto nella morfologia (forma, dimensioni, colorazione) che nella fisiologia e nella biologia. Ad esempio i colubri appartenenti a una specie piuttosto comune in tutta Italia, il biacco Hierophis viridiflavus ma neri come la pece, lucertole dal ventre azzurro a Capri.
Fra gli abitanti piu’ comuni delle isole ci sono le lucertole: ci sono lucertole, dal ventre di color arancione, anche nello scoglio di Apani di Brindisi, lungo dieci metri e largo altrettanto e non piu’ alto di mezzo metro sul pelo del mare. Come ci siano arrivate non si sa perche’ le lucertole non amano nuotare: forse ci sono sempre state. Le lucertole confinate sugli isolotti, proprio perhe’ isolate, hanno caratteristiche uniche, sebbene riconducibili a una delle due comunissime specie italiane: la lucertola campestre e la lucertola muraiola. La colorazione e’ l’aspetto piu’ evidente che marca la differenza tra le diverse popolazioni di lucertole: tinte di fondo, righe e macchie non si ripetono mai, e cosi’ le lucertole che vivono sull’isolotto dei Conigli sono diverse da quelle che vivono cento metri piu’ in la’, sull’Isola di Lampedusa, mentre lo stesso avviene per quelle che abitano sullo scoglio dell’Argentarola e, a brevissima distanza, sul promontorio dell’Argentario. La colorazione e’ la caratteristica piu’ evidente, ma non l’unica, di questo animale; dal punto di vista ecologico e comportarnentale, infatti ogni popolazione acquisisce degli adattamenti particolari per meglio sfruttare le scarse risorse alimentari messe a disposizione dall’ambiente. Specie estremamente localizzate sono minacciate di estinzione.