
La foca monaca dei Caraibi (Monachus tropicalis), estinta dagli anni Cinquanta e scoperta per la prima volta da Cristoforo Colombo nel 1494, e’ stata classificata nuovamente in un genere creato ad hoc. All’epoca la foca era diffusa in tutti i Caraibi con una popolazione stimata di centinaia di migliaia di esemplari. La caccia senza restrizioni nel Diciannovesimo secolo causo’ un rapido declino fino all’ultimo avvistamento del 1952: l’estinzione piu’ recente di un mammifero marino nell’emisfero occidentale. Una nuova ricerca della Smithsonian Institution (Usa), attraverso indagini molecolari e del cranio, ha confrontato le caratteristiche delle tre specie di foca monaca del pianeta per comprendere qualche dettaglio in piu’ sulla caraibica: la foca monaca mediterranea (Monachus monachus) e la foca monaca delle Hawaii (Monachus schauinslandi). I dati hanno dimostrato che la specie dei Caraibi era piu’ correlata a quella hawaiana che a quella del Mediterraneo. La caraibica e la hawaiana si differenziarono come due specie distinte circa tre-quattro milioni di anni fa nello stesso momento in cui l’istmo panamense chiuse il collegamento tra l’Atlantico e il Pacifico. “Gli scienziati hanno sempre pensato alla foca monaca come a un animale molto speciale – ha spiegato Kristofer Helgen, tra gli autori – la nostra ricerca e’ eccitante perche’ ci offre una chiara visione della sua evoluzione”. Lo studio ha dimostrato che le differenze molecolari e morfologiche tra le specie mediterranee e le due specie del nuovo mondo erano profonde. Scoperta che ha indotto a classificare le caraibiche e le hawaiane in un nuovo genere: il Neomonachus. Si tratta della prima volta in oltre 140 anni che emerge un nuovo genere tra i pinnipedi moderni. La ricerca e’ stata pubblicata su ZooKeys.