Archeologia: Egitto, la civiltà dei faraoni influenzata culturalmente dal Vicino Oriente

PIRAMIDI GIZA TRAMONTO 2 - CopiaIl ritrovamento di alcune testimonianze di arte rupestre in una grotta nel deserto occidentale egiziano ha permesso di sostenere la tesi che l’Egitto avrebbe ricevuto influenze culturali da parte dell’Africa e del Vicino Oriente. I disegni di una giraffa, di un bovide, di due barche e della sagoma di una mano umana, sono stati notati da un turista a Wadi el Obeiyid, a nord dell’Oasi Farafra, e risalirebbero a 6-7mila anni fa, ossia mille anni prima della costruzione delle piramidi. Il team di archeologi dell’Universita’ di Cambridge che ha esaminato i reperti e’ stato coordinato, tra gli altri, anche da Giulio Lucarini, studioso di origine italiana. Le incisioni sono state scoperte nel 2010 ma non erano ancora state studiate attentamente a causa dei moti rivoluzionari in Egitto. La grotta dei nuovi ritrovamenti e’ a circa tre chilometri da un altro sito in cui furono trovati esempi di arte rupestre nel 1995 che “somigliano molto, nello stile dei bovidi, a quelli che abbiamo scoperto nel 2010. La cosa veramente interessante e’ che questi disegni sono tra le prime testimonianze artistiche delle persone che vivevano nel Farafra e forse in tutto il Sahara orientale”, ha commentato Lucarini. “In passato – continua l’archeologo – c’era la tendenza a vedere l’Africa come in qualche modo in ‘ritardo’ rispetto all’Europa e al Vicino Oriente, ma il nostro lavoro mostra che le persone che vivevano nel Sahara orientale avevano uan cultura significativa e sviluppata, che alimento’ lo sviluppo della civilta’ dei Faraoni e oltre”.