
I primi cani addomesticati potrebbero aver aiutato i nostri antenati a uccidere i mammut, contribuendo in modo significativo alla loro estinzione. E’ questa l’ipotesi formulata da Pat Shipman, della Penn State University, analizzando alcuni siti archeologici eurasiatici che mostrano resti di ossa di mammut in quantita’ estremamente abbondanti. Questi siti, di eccezionale interesse archeologico, che si trovano in Europa centrale e nell’Eurasia orientale, conterrebbero resti di centinaia di mammut e sarebbero databili tra 15 e 45mila anni fa. In alcuni di essi si troverebbero i resti anche di capanne costruite con ossa di mammut. La notevole quantita’ di ossa di questi enormi animali ha spinto lo scienziato e i suoi colleghi a chiedersi come sia stato possibile realizzare una tale strage con le armi disponibili in quel periodo. Come si legge su ‘Quaternary International’, l’ipotesi dei ricercatori e’ che gli uomini che vivevano in questi siti abbiano addomesticato i cani e che questi li abbiano aiutati nella caccia ai mammut. “I cani aiutano i cacciatori a trovano le prede piu’ velocemente e piu’ spesso, e i cani possono anche circondare un grande animale e tenerlo in posizione ringhiando, mentre i cacciatori si muovono intorno a lui. Cosi’ e’ possibile aumentare il successo della caccia”, ha spiegato Shipman.