
Molti misteri avvolgono il gigante gassoso con gli anelli, ma il curioso meccanismo che sta dietro ai “raggi luminosi” è uno degli enigmi più intriganti. Osservati per la prima volta durante il passaggio della conda Voyager nei primi anni ’80, ci si rese conto che queste strane caratteristiche non erano causate dalle interazioni gravitazionali con i pianeti, né dai satelliti o dai piccoli corpi che compongono gli anelli. Nel 2005, ulteriori osservazioni condotte con la sonda Cassini della NASA ne confermarono la presenza nell’anello B, ipotizzando che il fenomeno fosse da imputare al campo magnetico globale del gigante gassoso. La teoria ad oggi più accreditata è che le particelle di polvere sospese sopra e sotto gli anelli, interagiscano con il campo magnetico di Saturno, causando la rotazioni di questi fasci con la rotazione interna del pianeta. Si è anche pensato che tali manifestazioni siano stagionali in relazione al periodo di rivoluzione di Saturno, che compie un giro completo intorno al Sole in circa 30 anni; essi infatti sembrano svanire in pieno inverno per poi riapparire all’equinozio. Gli astronomi prevedono che il fenomeno tenderà a scomparire con l’avvento del solstizio d’estate nell’emisfero nord. L’immagine a corredo dell’articolo mostra uno zoom da 1,9 milioni di chilometri sopra il piano degli anelli ripresi dalla sonda Cassini nel mese di Ottobre.