
Gli astronomi italiani rivolgono i loro telescopi al firmamento delle scuole e delle universita’ italiane alla ricerca degli ‘astri nascenti’ destinati a far brillare l’astrofisica italiana nei prossimi decenni. Largo ai giovani, dunque, al congresso della Societa’ Astronomica Italiana (SAIt), che apre i battenti della sua 58esima edizione a Milano. ”L’astronomia suscita sempre un grande interesse tra i giovani – afferma Roberto Buonanno, presidente della SAIt – basti pensare alla grande partecipazione che riscuotiamo ogni anno in occasione delle selezioni per le Olimpiadi internazionali di astronomia. Anche i risultati non mancano: nella passata edizione abbiamo vinto addirittura un bronzo”. Il problema pero’, sottolinea Buonanno, e’ che ”l’astronomia ha perso visibilita’, anche a causa della scomparsa dei corsi di laurea avvenuta nel periodo della riforma Gelmini. Oggi un 18enne interessato a questa scienza ha poche informazioni, non e’ aiutato nell’orientamento”. Per questo, il congresso della Societa’ Astronomica Italiana dara’ quest’anno ampio Spazio alle iniziative dedicate ai piu’ giovani, ”perche’ vogliamo far crescere il numero di appassionati e individuare le nuove leve dell’astronomia italiana”. Le ‘esche’ preparate dalla SAIt per attirare i giovani sono molte e succulente. ”Nel congresso – sottolinea Buonanno – parleremo delle ultime scoperte sulla nascita dell’Universo e delle grandi missioni, come Rosetta ed Exo-Mars, in cui l’Italia gioca un ruolo di primo piano”. Non sono previsti dibattiti ufficiali sulla situazione dell’Agenzia spaziale italiana, al momento commissariata, ma l’interesse rimane alto. ”Siamo molto dispiaciuti – commenta Buonanno – e speriamo che si arrivi presto a una soluzione. L’Italia ha bisogno di una politica scientifica nazionale, e l’Asi serve a questo: speriamo torni presto operativa”.