
I PRECEDENTI STORICI – Un drammatico esempio risale al 1923, durante il Grande terremoto del Kanto, in Giappone, che innescò vari incendi, i quali diedero origine a una gigantesca tempesta di fuoco che uccise 38.000 persone in quindici minuti. Un altro esempio sono i vortici di fuoco che si sono sviluppati dopo che un fulmine colpì un deposito di petolio vicino San Louis Obispo, California, il 7 aprile 1926, molti dei quali hanno prodotto significativi danni strutturali, uccidendo due persone. Migliaia di trombe d’aria sono state prodotte nei quattro giorni di incendio.
NASCITA, VITA E MORTE DEI VORTICI DI FUOCO – I tornado di fuoco, a differenza di quelli distruttivi che si formano in seguito alle forti correnti d’aria sotto le supercelle temporalesche, sono molto più piccoli e sono generai dalle brezze locali. Essi non sono tornado indipendenti che risucchiano le fiamme, ma sono causati dal fuoco stesso. Nascono quando i forti venti presenti in prossimità di un incendio generano grandi differenze di temperatura dell’aria anche a brevi distanze, e perchè l’aria calda risulta meno densa dell’aria fredda, che viene quindi aspirata. Si generano quindi diverse correnti in direzioni opposte che provocano la nascita del vortice di fuoco che ruota più velocemente verso l’alto. Nella stragrande maggioranza dei casi il vortice succhia nel suo interno gas ricchi di carbonio, ma solo negli strati superiori, dal momento che questi gas nei pressi della superficie potrebbero non entrare in contatto con l’ossigeno necessario alla combustione. Rispetto ai più comuni tornado, questi si muovono molto lentamente, anzi, a volte sembrano addirittura stazionari. Essi prendono vita soprattutto in prossimità dei fronti in movimento e nelle zone collinari, dove le correnti d’aria perpendicolari sono più probabili. Il loro diametro non supera generalmente i due metri, ma possono anche arrivare a 100 metri d’altezza (eccezionalmente 1 Km) e generare venti a oltre 160 Km/h. Fortunatamente durano soltanto qualche minuto, un’ora al massimo, ma sono estremamente difficili da affrontare e da spegnere. Un tornado di fuoco in un’area impervia potrebbe generare danni incalcolabili.