La calvizie non è propriamente né una patologia, né un disturbo, ma una condizione che può colpire indifferentemente uomini, donne e bambini. In media, ogni persona perde da 50 a 100 capelli al giorno… pochi rispetto ai 100.000 posseduti. La calvizie o alopecia androgenetica, tipica degli uomini, si manifesta solitamente con il diradamento dei capelli che interessa le tempie, la fronte o la parte superiore del cranio e progredisce in maniera più o meno rapida, innalzando la linea dell’ “attaccatura” dei capelli. L‘alopecia areata è una forma di calvizie con chiazze rotonde prive di capelli, che spesso si sviluppa in età adulta, portando a una perdita rapida ma di solito transitoria in alcune regioni del cuoio capelluto. L’alopecia da trazione, che è più frequente nelle donne, anche in età adolescenziale, è provocata, invece, dalla stiratura o da acconciature che finiscono per stressare il capello, con conseguenze sulla crescita futura dei capelli. CAUSE E SINTOMI: Una causa certa dell’alopecia androgenetica è la presenza (ereditata geneticamente) dei recettori del deidrotestosterone (DHT) nel follicolo del capello.

DIAGNOSI: esistono vari livelli di calvizie e per valutarne la gravità c’è la scala di Hamilton per l’uomo e quella di Ludwig per la donna. Può anche essere utile fare un esame del capello: il tricogramma, che fornisce informazioni sull’andamento evolutivo del disturbo. Strappando con un’apposita pinza un ciuffo di circa 50 capelli, il medico lo esamina al microscopio, valutando il grado di assottigliamento dei capelli e l’entità della caduta. CURA: Per il trattamento dell’alopecia androgenetica maschile, sono utilizzati essenzialmente tre farmaci: Finasteride, che agisce inibendo l’enzima 5-alfa-reduttasi , implicato nella miniaturizzazione del capello (che diventa sottile e fragile). La dose raccomandata è di 1 mg per via orale, da assumere una volta al giorno. Il principio attivo non fa effetto immediatamente ma la sua efficacia è visibile dopo 3-6 mesi dalla prima assunzione e al termine della terapia il problema ricompare dopo 6-12 mesi. L’Alfatradiol, in modo simile al Finasteride, agisce come inibitore dell’enzima 5-alfa-reduttasi, ma la sua somministrazione avviene per vita topica. Ha la capacità di arrestare ma non invertire la caduta dei capelli. Infine, il Minoxidil, applicato direttamente sul cuoio capelluto affetto da alopecia, stimola la crescita del capello. Ne va somministrato 1 ml due volte al giorno su capelli asciutti ed esplica la propria attività esclusivamente durante il periodo di impiego.
RIMEDI NATURALI: per contrastare la calvizie, occorre modificare innanzitutto il proprio stile di vita, evitando, in primis, il fumo, che è tossico per il bulbo pilifero, specialmente se esso è geneticamente predisposto alla caduta (alopecia androgenetica). Il fumo agisce, infatti, da vasocostrittore, diminuendo l’ossigenazione che, in caso di perdita dei capelli, andrebbe invece aumentata, ad esempio tramite un massaggio, con frizioni apposite. Va seguita una dieta ben equilibrata e ricca di sostanze nutritive, che deve includere: semi, noci, cereali, ortaggi e frutta. Contro lo stress della vita moderna che può portare alla perdita dei capelli, occorre praticare un regolare esercizio fisico, che potrebbe includere yoga e meditazione. Curate molto l’igiene del cuoio capelluto, utilizzando regolarmente uno shampoo a base di erbe per mantenere i capelli puliti e nutriti, limitando l’uso di asciugacapelli, i colori artificiali e l’abitudine di pettinare i capelli quando sono ancora bagnati dopo la doccia Fra i metodi più efficaci e casalinghi, quello a base di olio di ricino, un potente antinfiammatorio: applicatene 2 cucchiaini sulle zone calve del cuoio capelluto, massaggiando con delicatezza. In alternativa, mettete a bollire una tazza di olio d’oliva con 4 quattro cucchiai di foglie di henné, filtrando la miscela ottenuta e conservandola in bottiglie, in modo da applicarla regolarmente sulle zone colpite dalla calvizie.