Il 10 Maggio alcuni studenti statunitensi hanno inviato nello spazio un pallone meteorologico nella stratosfera con a bordo quattro colonie di alobatteri. Durante il volo i microbi hanno stabilito il record d’alta quota per la loro specie, raggiungendo i 112 chilometri sopra la superficie terrestre. Nell’immagine a corredo dell’articolo, il cielo è nero non perchè sia notte, ma piuttosto perchè il pallone fluttua sopra il 99 per cento dell’atmosfera terrestre. Durante la salita, durata 90 minuti, i microbi sono stati esposti a temperature nell’ordine dei -58°C e a livelli di radiazione cosmici 25 volte quelli che si trovano sulla Terra. Condizioni molto simili a quelle che si trovano sul pianeta Marte. L’esperimento cerca di capire se i batteri estremofili possano vivere su altri mondi. Questa primordiale forma di vita è in grado di ricavare energia dalla luce solare attraverso un processo di fotofosforilazione non clorofilliana resa possibile dalla batteriorodopsina, una proteina simile alla rodopsina dei fotorecettori retinici umani, abbondante nella membrana citoplasmatica dove svolge una funzione di pompa protonica. Domani, nel liceo AP Biology Lab, si darà inizio all’incubazione.
