La corretta divulgazione della Meteorologia che soffocherà “complotti” e “fiamme di Hannibal”

Siamo davvero ad un passo dal baratro, ad un passo dal “coma” irreversibile della Meteorologia, quella vera. Un drappello di volenterosi, assieme a pochi, veri, meteorologi, tenta quotidianamente di restituire dignità a questa scienza meravigliosa per mezzo di una sana e corretta divulgazione. Dignità cassata da una banda di imbonitori che vende fumo in un Paese ormai suddiviso tra furbi e sciocchi. Se da un lato, infatti, i deliri “gomblottisti” (Perché i programmi meteo alla Tv continuano  a proporci quelle icone ridicole con sole, nuvolette etc etc..? Eppure abbiamo a disposizione tanti di quei satelliti, l’orbita terrestre ne è piena! Esistono servizi gratuiti accessibili da chiunque come quello di Google Earth e nonostante ciò i Canali Meteo Main Stream preferiscono i disegnini vecchio stile… Forse hanno qualcosa da nascondere? – fonte: terrarealtime.blogspot.it), assieme ai grotteschi annunci pseudo-scientifici, tendono ad “istigare” la maggior parte dei nostri cybernauti al click “feroce”, dall’altro, fortunatamente, esiste da tempo la parte sana della scienza che, con studio ed abnegazione, tenta di riportare la Meteorologia nelle case del grande pubblico con l’ausilio dei mezzi che la tecnologia ci mette ora a disposizione (TV, tablet, pc, smartphone), ma possibilimente con la medesima garbatezza ed umiltà tipica degli indimenticati Edmondo Bernacca ed Andrea Baroni.

A difesa della scienza, quella vera, preferiamo poi soffermarci sulla Quarta Regola tratta dal “Manifesto delle regole dei Meteorologi Italiani in difesa della loro professionalità”: “Il ruolo del Meteorologo è quello di leggere e comprendere tutti i dati a propria disposizione fornendo un’interpretazione elaborata basata su procedure scientifiche. La previsione del tempo e del clima non è una scienza esatta e pertanto il Meteorologo esprime le sue previsioni attraverso il concetto di incertezza, stimata attraverso l’uso numerico della probabilità, del grado di affidabilità e della predicibilità dei vari fenomeni meteorologici. Questo modo di agire è intrinsecamente legato al fatto che l’atmosfera è un sistema complesso non lineare e caotico, non riproducibile in laboratorio né perfettamente simulabile tramite un modello. La previsione meteorologica perde progressivamente di affidabilità con il passare del tempo e all’aumentare del dettaglio spaziale. Il Meteorologo nel divulgare la previsione promuove l’utilizzo di un linguaggio scientifico, ma allo stesso tempo chiaro e inequivocabile, comprensibile, a tutti e basato su un glossario largamente condiviso e in linea con quanto indicato dal WMO. Il Meteorologo utilizza i mezzi di comunicazione a disposizione solo per poter svolgere la propria attività professionale e non per altri fini“.

Una previsione professionale è fatta di se, di ma e di condizionali ma, soprattutto, di divulgazione. Al giorno d’oggi, purtroppo, e con i ritmi serrati che condizionano le nostre giornate vi è soltanto bisogno di certezze e di soluzioni immediate: chi, difatti, avrebbe il tempo ed il piacere di soffermarsi su di una previsione elaborata con termini probabilistici? Forse sì, forse no, il 10/15% della popolazione…. Più semplice, invece, affidarsi al proprio al proprio smartphone ed alla semplicissima applicazione che, in men che non si dica, ci fornisce tutte le risposte di cui abbiamo bisogno, menù del giorno ed oroscopo compresi.

La chiosa è dedicata a tutti coloro che amano ed apprezzano la complessità di questa scienza meravigliosa. Chi meglio del grande Generale Andrea Baroni ci permette di concludere la riflessione con onore? “…le leggi della dinamica e della termodinamica dei fluidi, applicate all’atmosfera, devono intendersi più a carattere probabilistico che deterministico. In altri termini, le previsioni del tempo elaborate con metodi matematici, pur godendo di una notevole obiettività, esprimono soltanto la probabilità che un fenomeno meteorologico si verifichi e non già, come l’opinione pubblica crede, la certezza che esso si manifesti“.

Intelligenti pauca.