
Bollite, seccate, pelate e macinate, producono miscele di spezie come il curry, il cui colore giallo-arancio deriva proprio dalla curcuma, chiamata anche “zafferano d’Oriente”, che nella Roma Imperiale serviva come tintura, conosciuta con il nome “terra merita” e nel Medioevo, veniva impiegata per colorare vetrate, alimenti e prodotti farmaceutici. Marco Polo, che la incontrò durante i suoi viaggi in Cina, scrisse nel suo Milione: “… vi nasce un’erba, che produce un frutto, che fa l’effetto ed opera come se fosse vero zafferano, così nell’odore, come nel colore, e nondimeno non è zafferano, ed è molto stimata ed adoperata da tutti gli abitanti ne’ loro cibi, e per questo è molto cara”. Nel sedicesimo secolo divenne celebre in Occidente grazie alla dottrina della “segnatura” per la quale si riteneva che essa, grazie al suo colore giallo-arancio come quello della bile, fosse vantaggiosa nel trattamento dell’itterizia. Pertanto, figurò tra i medicamenti per le affezioni del fegato. Il principale componente biologicamente attivo della curcuma è la curcumina, la cui formula chimica è C21H20O6, estratta e concentrata, con cui vengono effettuati studi sulle sue proprietà mediche come trattamento naturale per un gran numero di malattie. Essa, oltre ad agire come anti-infiammatorio, è un potentissimo antiossidante e antagonista dei radicali liberi, ossia delle molecole estremamente instabili che causano alterazioni cellulari responsabili dell’invecchiamento e di altre patologie importanti, come i tumori (es. della testa e del collo).
La curcuma ha proprietà lipolitiche, diuretiche e antinfiammatorie, utili nel trattamento degli accumuli di cellulite, agisce come tonico in caso di pelle matura, spenta, asfittica, macchie, rilassamento cutaneo, rughe, solchi e indurimenti; come sebo-regolatore per il cuoio capelluto in caso di forfora e capelli grassi; ha una buona azione rivitalizzante in caso di capelli fragili, deboli, rallenta la caduta e promuove la crescita; è un ottimo repellente per gli insetti. La curcuma si consuma integrandola nell’alimentazione quotidiana. La quantità ideale corrisponde a circa 2 cucchiaini da caffè al giorno, distribuiti sulle pietanze per insaporirle, ma anche in salse, yogurt o bevande. C’e’ chi la utilizza in aggiunta all’olio d’oliva e chi la impiega come normale condimento in tavola. Per facilitare il suo assorbimento da parte dell’organismo, il suo consumo va associato a pepe nero o tè verde. Recenti studi scientifici hanno scoperto che la curcuma, miscelata con il pepe nero, aumenta esponenzialmente le sue proprietà curative e l’assorbimento dei suoi principi attivi.
