L’arrivo del Dna ‘potenziato’, con l’aggiunta di due nuove ‘lettere’, rappresenta un passo ‘entusiasmante’ per la scienza ma tuttavia riaccende il dibattito etico e le preoccupazioni per la salute: per questo lo Iap, il network globale delle accademie scientifiche che ha sede a Trieste, presso l’Accademia mondiale delle scienze (Twas), lancia un appello per richiamare l’attenzione di governi e scienziati sul corretto uso di questa ‘nuova’ scienza. “Il nostro documento – ha spiegato Volker ter Meulen, copresidente dello Iap – e’ frutto del lavoro dei membri delle 106 accademie che formano lo Iap, ma racchiude anche indicazioni provenienti dall’Accademia nazionale delle scienze degli Stati Uniti e dal Consiglio di Consulenza Scientifica delle Accademie Europee (Easac)”. Nel documento si esaminano alcuni dei potenziali ostacoli che potrebbero impedire la diffusione della biologia sintetica: il suo impatto sull’ambiente, l’abuso intenzionale delle sue potenzialita’ e la percezione pubblica dei rischi che ne derivano. “E’ fondamentale – ha sottolineato Mohamed Hassan, altro copresidente dello Iap – che la politica globale non imponga misure cautelative eccessive alla biologia di sintesi, per non rischiare di scoraggiare l’innovazione in settori come sicurezza alimentare, sanita’ e sostenibilita’, che rappresentano alcune delle maggiori sfide per l’umanita'”. Importante sara’, si legge nel documento, approfondire la conoscenza dei sistemi biologici naturali per imparare a gestire quelli artificiali. Ma anche garantire la nascita di centri interdisciplinari incaricati della costante revisione etica dei risultati di questa disciplina, dotare la biologia di sintesi di un sistema di regole e linee guida, e promuovere la comunicazione trasparente su rischi e benefici.
