
L’intensa ondata di calore che nei giorni scorsi ha interessato i territori occidentali della Russia europea, la Bielorussia, le Repubbliche Baltiche e la Finlandia, ha raggiunto il suo apice proprio nella giornata di lunedì 19 Maggio 2014, quando in varie località della Russia europea occidentale, dell’Estonia, Lettonia e Lituania, i termometri hanno varcato la soglia dei +30°C +32°C all’ombra, sbriciolando per intero i precedenti record di caldo mensili. Su tutti spicca la temperatura massima registrata nel pomeriggio di lunedì 19 Maggio 2014 a Kunda, in Estonia, di ben +33.1°C. Questo valore riscrive la storia del nuovo record di caldo di Maggio per il paese Baltico. Si tratta di un dato eccezionale, specie se si pensa che è stato concepito a meta Maggio, e non nel cuore dell’estate. Ma anche i +32.7°C toccati dalla stazione meteorologica di San Pietroburgo, sempre nel pomeriggio di lunedì 19 Maggio, rappresentano un altro dato eccezionale che brucia letteralmente il precedente record di caldo mensile di +30.9°C, stabilito nel Maggio del 1958. Ma come avevamo previsto, l’ondata di caldo, proveniente dalle steppe del Kazakistan occidentale e dall’estremo sud della Russia europea, ha raggiunto anche parte del territorio finlandese, tramite l’inserimento di una calda ventilazione da SE e E-SE che ha esaltato il rialzo termico, spingendo i termometri oltre il muro dei +29°C +30°C nel sud del paese. Nella vicina Finlandia invece spiccano gli oltre +30.7°C di Lappeenranta, seguiti a ruota dai +30.3°C di Heinola Plaani e dai +30.2°C di Mikkeli e Utti. Anche qui sono stati diversi i record di caldo mensili (per il mese di Maggio) eguagliati o addirittura migliorati. Molti dei quali resistevano ormai da diversi decenni.
L’aumento dei valori del geopotenziale in quota ovviamente tendono a stabilizzare maggiormente la massa d’aria calda, che sale dalle latitudini sub-tropicali, associando ad essa condizioni spiccatamente anticicloniche, anche se non manca mai la copertura nuvolosa, di tipo avvettivo (alta e stratiforme). Il rialzo del geopotenziale in quota, oltre a stabilizzare la massa d’aria sub-tropicale, sempre che non vi siano intrusioni fredde nell’alta troposfera dai quadranti sud-occidentali o occidentali (spesso responsabili dello scoppio improvviso dei violenti temporali pre-frontali che salgono il ramo ascendente di una saccatura o di una giovane ciclogenesi), favorisce al contempo una recrudescenza della calura nei bassi strati, vuoi anche per il contributo dell’insolazione che della stessa ventilazione meridionale, dominante in seno ai flussi sub-tropicali. Questa intensa ondata di calore ha cominciato ad attenuarsi solo a partire dal pomeriggio di ieri, quando l’aria molto calda, d’estrazione sub-tropicale continentale, che nel frattempo si era depositata fra le pianure della Russia, le Repubbliche Baltiche e il sud della Finlandia, è stata scalzata dall’entrata di masse d’aria molto più fresche ed umide, di lontana origine oceanica, che dalla penisola Scandinava e dal mar Baltico si sono spinte in direzione della Finlandia, dell’Estonia e della Russia più occidentale, favorendo lo scoppio di improvvisi ed intensi temporali, che sono stati ben supportati dall’inasprimento del “gradiente termico verticale”, fra aria calda nei bassi strati e infiltrazioni fredde in quota.
