Ecco il progetto per trasformare i viadotti dell’A3 Salerno-Reggio in grattacieli “green”

Una squadra di architetti francesi che punta alla riqualificazione delle grandi opere, Manal Rachdi, Samuel Nageotte, Philippe Rizzotti e Tanguy Vermet, dello studio Oxo Architects, ha progettato di convertire i ponti in cemento armato della conosciutissima Salerno-Reggio Calabria, in grattacieli green “rovesciati”, energeticamente autonomi. I ponti in cemento armato potrebbero trasformarsi in quartieri impilati verticalmente, raggiungibili in ascensore, dopo aver avuto normalmente accesso ad essi, che si strutturano dall’alto verso il basso. La parte superiore del ponte servirebbe come passaggio pedonale con una sezione esclusivamente dedicata alle auto, mentre nelle parti più basse verrebbero distribuite le abitazioni, completamente autosufficienti, in quanto alimentate dall’energia solare, dal geotermico e da altri fonti rinnovabili, con negozi, centri ricreativi e persino una scuola. Il progetto non intende quindi modificare la forma del ponte, collocando abitazioni ed uffici negli spazi già presenti, in modo che coloro che osserveranno il complesso da lontano, continueranno a vedere un normalissimo ponte. Rachdi parla a riguardo di “inverted high-rise”.

Le infrastrutture inutilizzate dell’autostrada A3, nel tratto tra Scilla a Bagnara, si tramuterebbero in complessi abitativi con un apporto minimo di 9 materie prime, sfruttando la resistenza dei viadotti, costruiti in previsione di un traffico intenso; riducendo l’impatto ambientale tramite il riciclo di strutture esistenti; avvalendosi dello sfruttamento dell’energia geotermica per via della vicinanza all’Etna. La struttura potrebbe essere energeticamente autonoma, previa installazione di vasche di raccolta dell’acqua piovana e altre infrastrutture aggiuntive e coloro che avranno la fortuna di abitarvi, godranno di una spettacolare vista sul Tirreno. Il villaggio verticale, dal punto di vista energetico, sarebbe completamente autonomo, grazie alla presenza di un impianto fotovoltaico da 5 MW. Sulla pagina ufficiale del progetto si legge che il viadotto di Favazzina potrebbe ospitare 240 abitazioni ma i ponti, complessivamente considerati , ne potrebbero accogliere ben 2.500. Basterebbe un investimento di 22 milioni di euro per garantire l‘autosufficienza energetica. Non ci resta che sperare in investitori interessati al progetto!