
Con una spesa nazionale per l’acquisto di farmaci di 25,5 miliardi di euro, pari a circa 430 euro pro capite, emerge che gli Italiani sono grandi consumatori di farmaci, in particolare antinfiammatori ed antibiotici, non considerando i danni che cio’ comporta in termini di salute personale, ma anche economica ed ambientale del nostro territorio. “Il primo passo da fare – afferma Luca Pani, direttore generale Aifa – e’ quello di costruire una nuova cultura del farmaco. L’Aifa e’ da tempo impegnata a sostenere strumenti e strategie per creare, tra i cittadini, un uso consapevole dei medicinali, attraverso prescrizioni appropriate e una maggiore aderenza alle terapie. Negli ultimi anni, grazie alle campagne di comunicazione rivolte ai cittadini per sensibilizzarli ad usare gli antibiotici solo se strettamente necessario e dietro la guida del proprio medico curante, si e’ registrata una flessione nell’uso di questi farmaci di circa il 6%. La resistenza agli antibiotici e’ riconosciuta a livello mondiale come un problema di salute pubblica a cui occorre prestare la massima attenzione”. Anche sull’ambiente Aifa e’ impegnata su un progetto molto innovativo attraverso il quale si cerca di simulare quale sara’ l’impatto ambientale, ovvero la tossicita’ acquatica dei composti. L’attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale del farmaco e’ una priorita’ dettata dall’Eea (Agenzia Europea dell’Ambiente) che scientificamente, e con accurati progetti di ricerca, migliora la conoscenza su questo importante e non piu’ trascurabile argomento. “Attraverso il progetto Green Health – spiega Antonella Celano, Presidente Apmar – vogliamo generare un clima di virtuosa consapevolezza tra i cittadini per cambiare la visione che hanno del farmaco, troppo spesso trattato come bene di consumo. Ridurre gli sprechi vorra’ dire, di conseguenza, ridurre drasticamente il livello di inquinamento prodotto”.