MeteoWeb»News Meteo»IL METEO NEL MONDO»Forti temporali e nubifragi iniziano ad interessare le coste pacifiche dell’America centrale, l’antipasto del grande “El Nino 2014”?
Forti temporali e nubifragi iniziano ad interessare le coste pacifiche dell’America centrale, l’antipasto del grande “El Nino 2014”?
In questi giorni, il significativo rafforzamento dell’attività convettiva sul Pacifico orientale, indotto dal progressivo riscaldamento delle acque superficiali oceaniche, sta determinando un primo significativo incremento della piovosità lungo le coste pacifiche dell’America centrale, fra Messico meridionale e Panama. Nelle ultime settimana, l’avanzamento in direzione delle coste americane, dell’”onda di Kelvin” che precede il fenomeno di “El Nino 2014”, ha agevolato lo sviluppo di imponenti “Clusters temporaleschi”, nel tratto di oceano a largo delle coste di El Salvador, Nicaragua e Guatemala, che hanno scaricato piogge di carattere torrenziale nell’area a nord delle Galapagos.
L’incremento dell’attività temporalesca anche nell’area ad est della linea del cambiamento data, sul Pacifico orientale equatoriale, è da impuntare principalmente a due diversi fattori, come il lento spostamento verso est della cosiddetta “Madden Julian Oscillation” (“MJO”),ed il contemporaneo riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico centrale, indotto dai“Westerly wind bursts”,una sostenuta ventilazione occidentale, attiva sulla coda ovest della“MJO”,che dai mari attorno Papua Nuova Guinea si spinge in direzione dei Kiribati e degli atolli del Pacifico centrale. Questi venti occidentali, che dalla seconda settimana di Marzo si sono attivati fra Papua Nuova Guinea e le isole Salomone, sono stati in grado in grado di trasferire dal Pacifico occidentale al Pacifico centro-orientale un’“onda di Kelvin“, che in questo caso va identificata come una grande striscia di acque molto calde, che scorrono ad una profondità di circa 150 metri, lungo una direttrice ovest-est. Questa onda può essere osservata in superficie da un leggero aumento in altezza della superficie del mare, di circa 8 cm, e un sensibile aumento delle temperature delle acque superficiali su un’area estesa per diverse centinaia di miglia.
L’enorme quantità di calore latente, rilasciato all’atmosfera dalla superficie oceanica, sta incentivando lo sviluppo di moti convettivi (correnti ascensionali piuttosto intense) davvero forti, contribuendo alla nascita e allo sviluppo di “Celle temporalesche” e più complessi “sistemi temporaleschi a mesoscala” che spesso si generano a ridosso delle aree costiere centroamericane, causando su queste forti manifestazioni temporalesche. Negli ultimi giorni, una serie di diluvi, spesso accompagnati da violente manifestazioni temporalesche, anche improvvise e di breve durata, ha colpito le coste pacifiche del Messico meridionali, dove si sono verificati anche dei nubifragi che hanno causato allagamenti e smottamenti nelle aree montuose del vicino retroterra.
Una serie di nubifragi, fra giovedì 8 e venerdì 9 Maggio 2014, ha flagellato la nota località turistica messicana di Acapulco, dove in meno di 48 ore sono caduti la bellezza di circa 186 mm di pioggia. Solo nella giornata di giovedì 8 Maggio 2014 ad Acapulco, dopo un forte rovescio temporalesco seguito da una pioggia debole/moderata proseguita ininterrottamente fino alla serata, si sono accumulati fino a 108 mm di pioggia. La pioggia battente ha determinato temporanei allagamenti, senza apportare disagi significativi. Ma accumuli ancora più abbondanti si sono registrati lungo il versante più meridionale della Sierra Madre del Sud, dove le piogge e gli improvvisi rovesci temporaleschi hanno provocato anche degli smottamenti e piccoli movimenti franosi sui versanti spogli di vegetazione, e soggetti ad una forte acclività.
Questo notevole incremento della piovosità, lungo tutta la costa pacifica dell’America centrale, va interpretato come una prima conseguenza al cambio del pattern atmosferico lungo il bacino dell’oceano Pacifico, con un evento di “El Nino” sempre più prossimo all’affermazione. L’approssimarsi dell’”onda di Kelvin” alle coste sudamericane sta producendo aumenti termici significativi anche nel tratto di oceano a largo delle coste del Peru settentrionale, dove cominciano ad emergere in superficie le prime vere anomalie termiche positive nel tratto di oceano dove normalmente agisce la fredda “corrente marina di Humbold”. Questo importante riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico orientale equatoriale, nei prossimi giorni, comincerà ad avere importanti conseguenze, tradotte in un graduale rafforzamento dell’attività convettiva davanti le coste della Colombia e della costa ecuadoregna, dove, grazie al contributo delle “Calme equatoriali”, si potranno sviluppare imponenti “Clusters temporaleschi”, capaci di scaricare forti precipitazioni, a prevalente sfogo temporalesco.
Un sensibile incremento della piovosità si dovrebbe registrare lungo le coste pacifiche colombiane e quelle ecuadoregne, dove nelle prossime settimane potrebbero manifestarsi fenomeni precipitativi di una certa intensità.Nel frattempo il fenomeno di “El Nino” rischierà di avere pesantissime ripercussioni climatiche già dal prossimo autunno, contribuendo a determinare un conseguente aumento delle temperature medie a livello globale entro il 2015, con il rischio di gravi siccità in Australia, mentre tempeste e inondazioni sferzeranno le coste occidentali del continente americano. Nella prima fase del fenomeno, specie se in presenza di un “Nino strong”, il caldo dilagherà soprattutto nelle aree tropicali continentali, con l’innesco di ondate di calore molto forti che potrebbero mettere a rischio la stabilità di molti records di caldo assoluti ed innescare lunghe fasi siccitose, soprattutto fra Australia, Indonesia, Amazzonia e territori semi desertici dell’Africa sub-sahariana.