
«Adidas e altri marchi, che vestono i più grandi calciatori del mondo, promuovono i prossimi Mondiali di calcio con toni quasi eroici ma le nostre analisi dimostrano che l`azienda sta giocando davvero sporco» denuncia Chiara Campione, responsabile campagna Detox di Greenpeace Italia.
Laboratori indipendenti, afferma Greenpeace, hanno trovato sostanze chimiche come perfluorocarburi (PFC) , nonilfenoletossilati (NPE), ftalati e dimetilformammide ( DMF) nei prodotti di Adidas, Nike e Puma. Queste sostanze chimiche pericolose vengono rilasciate nell`ambiente e risalgono la catena alimentare. Alcune di queste, spiega il comunicato di Greenpeace, sono considerate potenzialmente cancerogene, interferiscono con il sistema ormonale e hanno effetti negativi sulla riproduzione.
In particolare, secondo Greenpeace: Su 17 delle 21 scarpe da calcio e sulla metà dei guanti da portiere testati sono stati trovati PFC ionici come i PFOA (acido perfluoroottanoico) una delle categorie più tossiche tra i PFC.
Dopo il modello di scarpe “Predator” di Adidas, nella triste classifica della concentrazione tossica, seguono le scarpe “Tiempo” prodotte dalla Nike su cui sono stati rilevati livelli di PFOA pari a 5,93 microgrammi per metro quadro . Un paio di guanti da portiere “Predator” della Adidas contenevano, inoltre, livelli di PFOA nettamente superiori a quelli stabiliti dalla stessa azienda nella proprio lista delle sostanze ristrette.
Il pallone ufficiale della Coppa del Mondo ‘Brazuca’ è risultato contaminato da nonilfenoletossilati (NPE), una sostanza che, rilasciata nell’ambiente, degrada in nonilfenolo conosciuto per essere tossico per i pesci e altri organismi acquatici. Gli NPE sono stati trovati anche in oltre due terzi delle scarpe analizzate e nella metà dei guanti, indicando un uso piuttosto diffuso di questa sostanza chimica pericolosa.
Ftalati e dimetilformammide (DMF), infine, sono stati rilevati in tutte le 21 scarpe da calcio analizzate. Il DMF, sostanza utilizzata come solvente nella produzione di scarpe sportive, interferisce con la riproduzione ed è nocivo se viene a contatto con la pelle.
Livelli molto elevati di ftalati (15 per cento) sono stati riscontrati nella stampa al plastisol di una maglietta da calcio Adidas realizzata e venduta in Argentina e sul cinturino di un paio di guanti da Puma (6 per cento di ftalati) prodotti in Ucraina e venduti in Italia.
Livelli così alti suggeriscono l’uso intenzionale di plastificanti, in contrasto con le politiche aziendali di entrambe le aziende e decisamente superiori ai limiti fissati nei loro programmi di gestione delle sostanze chimiche pericolose.
«Nonostante i loro impegni per l`eliminazione delle sostanze tossiche dalle proprie filiere e dai loro prodotti siamo costretti a dare un cartellino rosso ad aziende come Nike. Adidas e Puma. Credo che tutti quanti, dalle comunità locali che si vedono contaminata l`acqua dalle industrie tessili, ai giocatori, fino ai tifosi pensino che lo sport debba essere pulito e se c`è qualcosa da prendere a calci sono le sostanze chimiche pericolose che intossicano il calcio e le riserve idriche globali» conclude Campione.
Greenpeace: chimici pericolosi nel merchandising di Brasile 2014
