
Socotra, l’antica Dioscoride, è citata nel Periplo del Mar Rosso del I sec. d.C.; un antico documento che descrive le rotte di navigazione sul Mar Rosso e, in parte, l’Oceano Indiano e il Golfo Persico. L’originale, scritto in greco, probabilmente da un mercante egiziano di epoca romana, è andato perduto ed il testo è pervenuto ai giorni nostri attraverso un manoscritto bizantino del X secolo, oggi conservato presso la biblioteca universitaria di Heidelberg. Socotra, costituita da un altopiano calcareo alto in media 500 metri, culminante al centro nel monte Hajir, inciso da numerosi uidian, corsi ricchissimi d’acqua durante il periodo delle piogge, che va da novembre a febbraio, per il resto dell’anno è un’isola estremamente arida e la sua popolazione è formata da discendenti di schiavi arabi e negri di religione islamica e da pastori beduini assai primitivi di razza camitica, seguaci di culti animisti, dediti all’agricoltura (datteri, aloe, gomma arabica, incenso), alla pastorizia, alla pesca (madreperla) e all’artigianato (tappeti e ceramiche).
Questi alberi sono i più noti dell’isola, appartengono alla famiglia delle agavi e si ergono maestosi col tronco dritto e la chioma a ombrello rovesciato, composta da un intrico di rami carnosi e corti, culminanti con mazzetti di foglie lanceolate verde scuro. Incidendo la corteccia, si ricava una resina rossastra chiamata proprio “sangue di drago”. Una leggenda yemenita narra che la pianta sarebbe nata dal sangue versato da un drago durante il combattimento con un gigantesco elefante. Fin dall’antichità, il liquido purpureo è stato utilizzato come medicamento per la cura di ustioni e dissenteria, come pigmento per colorare pietre preziose, vetro, marmo, mentre il legno è impiegato per la produzione di violini italiani.
Le popolazioni locali raccolgono ancora questa sostanza per curare disturbi intestinali, tingere la lana, incollare e decorare la ceramica, usarla come balsamo per le vie respiratorie e rossetto per le labbra. Socotra ospita specie uniche al mondo: basta notare gli uccelli tipici dell’isola, il Socotra Sparrow, il Cisticola, il Frosone dorato alato; ammirare i colori del Socotran Chamaleon. Nel 2008, per la sua biodiversità, l’isola è stata dichiarata Patrimonio Unesco ma, essendo l’equilibrio uomo-ambiente davvero fragile, i visitatori devono preservare il suo incredibile ecosistema, contribuendo al sostentamento delle popolazioni locali, senza pretendere lussi e agi che, peraltro, sono incompatibili con le tradizioni culturali dell’Isola.