Alcune ‘truppe scelte’ del sistema immunitario, se adeguatamente moltiplicate, sono in grado di far regredire tumori che le terapie tradizionali non hanno intaccato. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista Science e compiuto finora su una sola persona, ma che potrebbe poi essere esteso alla maggior parte dei tumori solidi. Il nuovo approccio tentato dai ricercatori del National Cancer Institute statunitense si basa sull’osservazione che un numero limitato di cellule T, che fanno parte del sistema immunitario, riesce a riconoscere il tumore, ma queste ‘truppe’ non sono abbastanza numerose da intaccarlo. Nello studio e’ stata utilizzata una biopsia del tumore al dotto biliare di Melinda Bachini, un’infermiera di 45 anni madre di sei figli, per isolarne le cellule. Una analisi completa del Dna ha poi permesso di trovare alcune delle cellule T capaci di rispondere al tumore, che sono state moltiplicate in laboratorio e infuse nella paziente dopo una chemioterapia che ha depresso il suo sistema immunitario originale. Due infusioni con miliardi di cellule hanno provocato, spiegano gli autori, una riduzione considerevole della massa tumorale, con una stabilizzazione delle metastasi. ”Uno dei principali ostacoli all’immunoterapia per diversi tumori e’ proprio al mancanza di cellule T reattive – spiega Steven Rosenberg, l’autore principale – per cui questo metodo probabilmente e’ applicabile su tumori molto piu’ comuni”.
Medicina: “truppe scelte” del sistema immunitario possono fare regredire i tumori
