Oklahoma, i continui terremoti sollevano dubbi sulla possibile responsabilità del fracking

oklahomaLo stato centro-meridionale statunitense dell’Oklahoma, sta sperimentando da alcuni anni una forte attività sismica. Negli ultimi giorni ci sono state numerose scosse sismiche, tutte di magnitudo compresa fra 2.0 e 3.6 (quest’ultima è stata registrata oggi alle 12 ora italiana, ed ha avuto un risentimento sismico del V grado nella zona di Carney). Ciò che desta crescente perplessità fra la popolazione ma anche nella comunità scientifica, è che nei 150 anni precedenti la sismicità nella zona era stata quasi nulla. Vista l’intensa attività estrattiva di petrolio attraverso la pratica della fratturazione idraulica (fracking), con oltre 150.000 pozzi di estrazione attivi nella regione, la comunità scientifica ha da tempo avviato una serie di studi per capire se il crescente numero di terremoti sia legato all’attività antropica o no. Il tema è molto dibattuto, negli USA così come in altre aree del mondo dove il fracking viene usato diffusamente. Alcuni studi scientifici hanno messo in relazione l’attività di iniezione di fluidi nel sottosuolo con un aumento di scosse, almeno in certe aree, ma altri studi affermano che questa correlazione non è dimostrabile e che la sismicità in Oklahoma è aumentata in modo naturale. Intanto le scosse sismiche si susseguono ogni giorno, con epicentri distanti fra loro anche centinaia di km. L’Oklahoma, distante migliaia di km dai margini tettonici, è diventato così improvvisamente un’area calda dal punto di vista sismico, anche se per fortuna le scosse si mantengono su magnitudo tali da non provocare danni. La popolazione però non è tranquilla, e i giornali locali hanno ormai creato una sezione dedicata interamente ai terremoti.