Chi si reca a Parigi per una fuga romantica o per lavoro, non può non aver visto la Tour Eiffel, simbolo per antonomasia della città, famosa come il Louvre e Notre-Dame che, con i suoi 324 metri d’altezza, antenna compresa, non passa di certo inosservata. 10.000 tonnellate di ferro forgiato che per anni, a partire dal 1930, l’hanno resa la struttura più alta del mondo, con milioni di visitatori che, quotidianamente, si mettono in fila per ammirarla. Pochi monumenti sono stati accolti dai parigini con vero entusiasmo e quasi tutti, prima di essere accettati, sono stati aspramente criticati per la loro bruttezza o inutilità.

La Tour Eiffel, chiamata anche Dama di ferro, vi permette di ammirare, dal terzo piano, il Campo di Marte, il Palais de Chaillot, il museo dell’Uomo, scorgendo anche la Basilica del Sacro Cuore, gli Champs-Elysées, l’Arco di Trionfo. Per costruirla, 300 meccanici utilizzarono 18.038 pezzi di ferro, fissati fra di loro utilizzando mezzo milione di bulloni, sostituiti poi con circa 2.500.000 rivetti di ferro incandescente. Inoltre, ogni 7 anni la Tour Eiffel viene interamente ridipinta, utilizzando circa 60 tonnellate di vernice ogni volta. Per ridipingerla tutta ci vogliono dai 15 ai 18 mesi, utilizzando 25 persone alla volta ed arrivando a spendere, in vernice, 3.000.000 di euro. I suoi lavori di costruzione durarono esattamente 2 anni, 2 mesi e 5 giorni ed il giorno dell’inaugurazione, il 31 marzo 1889, l’ingegner Eiffel percorse i 1710 gradini (gli ultimi 45 oggi non sono accessibili) per arrivare fino alla sua sommità ed installare la bandiera francese. Molti sono gli avvenimenti ed i fatti storici, anche curiosi, legati alla Tour Eiffel: tra i tanti, il 21 gennaio 1908 dalla Torre fu mandato il primo messaggio radio a lunga distanza; il 4 febbraio 1912, Franz Reichelt, sarto francese di origini austriache, per collaudare uno speciale paracadute di sua invenzione, lanciandosi dal primo piano della torre e l’autopsia confermò che l’uomo morì di infarto prima di toccar terra.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, invece, quando Adolf Hitler visitò Parigi, i francesi disattivarono gli ascensori, costringendolo ad utilizzare i gradini per salire fino alla sommità della stessa, giustificando il fatto che, causa guerra, era impossibile trovare il pezzo di ricambio per poterli rimettere in funzione. Hitler rimase a contemplare la maestosità dell’opera da terra mentre i francesi se la ridevano: dopo un paio d’ore dalla partenza dei tedeschi da Parigi, gli ascensori tornarono a funzionare. Questo giochetto impedì ai tedeschi di scoprire le apparecchiature di trasmissione dei messaggi installate sulla sommità, che permisero in seguito di sconfiggerli. Osteggiata, discussa, amata, odiata, invidiata… è questa la storia della Tour Eiffel; un monumento unico che i parigini bonariamente chiamano “l’asparago di latta”; frutto della genialità di Gustav Eiffel, autore, ad esempio, anche della struttura portante della Statua della Libertà; uno splendido connubio tra complessità della costruzione e leggerezza dell’impalcatura.