Il ravanello è una pianta annuale molto diffusa, prodotta in quasi tutte le regioni italiane, ideale da coltivare anche negli orti domestici. Il Raphanus sativus, questo è il suo nome botanico, appartiene alla famiglia delle Crucifere ed è originario della Cina e del Giappone, dove è conosciuto ed apprezzato da più di 3000 anni. Il nome di quest’ortaggio deriva forse dal persiano rafe, termine traducibile con l’espressione “rapida apparizione”, che si riferirebbe alll’estrema brevità del ciclo vegetativo della pianta. Alcuni, invece, fanno derivare il nome dal greco raphis (cioè “ago”) che richiama la forma affusolata di alcuni tipi di radice.
La parte più utilizzata della pianta è proprio la sua radice, per questo i ravanelli più gustosi sono quelli più piccoli, mentre quelli più grandi rischiano di risultare legnosi. Sapore pungente, polpa bianca, croccante e leggermente piccante, gustosi, versatili, i ravanelli aggiungono colore e sapore alle insalate, guarniscono brillantemente piatti a base di carne o pesce. Già conosciuti all’epoca degli Egizi, che li consumavano insieme a degli spicchi d’aglio, erano impiegati a tavola anche dai Greci e dai Romani, che ne esaltavano non solo le proprietà rilassanti, ma anche la capacità di poter favorire la digestione. Nel corso del Medioevo e del Rinascimento, questi ortaggi venivano utilizzati contro pertosse, artrite e calcoli.
Il ravanello contiene pochissime calorie (11 calorie per 100 gr), è ricchissimo di acqua che costituisce il 95,6% del suo peso, è utile come coadiuvante nel rilassamento del sistema muscolare e nervoso, elimina parassiti e vermi, inibisce la formazione e la crescita dei batteri, stimola la diuresi, ha azione depurativa soprattutto a livello renale, previene lo scorbuto grazie alla presenza in esso di vitamina C, potente antiossidante richiesto dal corpo per la sintesi del collagene e per eliminare i radicali liberi dannosi, oltre che utile ad aumentare la risposta immunitaria dell’organismo contro potenziali infezioni e favorire l’assorbimento del ferro. Inoltre, grazie alla buona presenza di vitamine del gruppo B, in particolare di acido folico, è efficace contro l’asma, ha effetti rilassanti e favorisce il buon sonno ristoratore; stimola appetito e digestione, combatte tosse, affezioni polmonari, asma e bronchiti sotto forma di infuso e decotto, mentre i semi, contenenti sinalbina, mescolati all’acqua, stimolano il transito intestinale, garantendo un blando effetto lassativo. Il ravanello è utile per la vista, per una pelle sana ed elastica, facilita il buon funzionamento della tiroide; è benefico per l’apparato cardiocircolatorio, tenendo pulite le arterie, agendo sul battito cardiaco, mantenendo elastiche le pareti delle arterie, fluidificando il sangue; migliora la prevenzione per quanto riguarda l’ictus e l’infarto, è colagogo e coleretico.
Amico del fegato, ottimo per chi ce l’ha intasato, ingrossato, o soffre di ittero e litiasi biliare; migliora la digestione dei grassi; elimina le fermentazioni intestinali; è utile per la prostata, abbassa il colesterolo cattivo e l’ipertensione. Se quest’ortaggio dalle preziosissime virtù vi risulta troppo indigesto, mangiatelo con tutto il filamento terminale! Una piccola curiosità: nel 2005, nella città giapponese di Anoi, un ravanello gigante spuntò dall’asfalto, destando la curiosità della gente. Venne chiamato Dokonjo Daikon, ossia “ ravanello dallo spirito combattente”, divenendo il simbolo della costanza che supera le difficoltà. Ottenne grandissima considerazione da parte dei media e si pensò di studiarne il DNA per riprodurne la straordinaria forza, ma un mattino un atto vandalico pose fine alla sua fama, decapitandolo. Visto che manca davvero poco alla tintarella estiva, per attenuare le fastidiose macchie solari: prendete 10 ravanelli e del sale da cucina. Affettateli, lasciateli per 30 minuti in un colino col sale per far eliminare l’acqua, frullateli e stendete la polpa sul viso, per poi risciacquare dopo mezz’ora.