Salute: fertilità a rischio per il 30% dei giovani italiani

Fertilita’ a rischio gia’ a 18 anni per i giovanissimi italiani. Uno su 3, infatti, presenta problematiche come varicocele, disturbi sessuali, infezioni del tratto genitale o altre problematiche. E’ il bilancio della terza edizione di Adrolife, progetto nato in Veneto ma ‘esteso’ anche al resto d’Italia grazie a mail e telefonate, e promosso dalla Fondazione Foresta Onlus e dalla Siams (Societa’ italiana di andrologia e medicina della sessualita’), con testimonial l’attore Alessandro Gassman. “Nei giorni dedicati alla campagna – riferisce Carlo Foresta, ordinario di endocrinologia dell’Universita’ di Padova – 2.500 giovani veneti hanno contattato i medici, 1.500 hanno ottenuto consulenze telefoniche, 950 hanno prenotato visite specialistiche, mentre 850 mail sono state inviate per richiesta di consigli e chiarimenti”. Inoltre sono arrivate 21.832 telefonate dal resto d’Italia, con 5 mila mail e 4.125 visite prenotate. Dalle visite effettuate, gli esperti hanno notato come “oltre il 30% dei giovani presentava manifestazioni andrologiche cliniche”. Per lo piu’ varicocele (31%), ma anche infezioni del tratto genitale (12%), problematiche sessuologiche (15%, un dato in aumento), riduzione volume del testicolo (7%), criptorchidismo (2,5%) e addirittura neoplasie testicolari (1%). “Questi risultati – spiega Foresta all’Adnkronos Salute – sono stabili negli anni, e dimostrano come gia’ a 18 anni e’ possibile rilevare patologie del sistema riproduttivo che, se individuate precocemente, possono essere trattate per evitare che, in eta’ piu’ adulta, il potenziale di fertilita’ sia definitivamente compromesso. E che si debba ricorrere a tecniche di procreazione medicalmente assistita che richiedono importanti risorse economiche, ma soprattutto grandi coinvolgimenti psicologici ed emotivi della coppia”. Il problema e’ anche legato al fatto che oggi, ‘sparita’ la visita di leva, gli adolescenti dopo il pediatra affrontano un periodo ‘grigio’ e sfuggono ai controlli. Per questo la Fondazione Foresta Onlus, in linea con la Siams, consiglia a tutti i diciottenni una visita medica dell’apparato riproduttivo e l’esecuzione dell’esame del liquido seminale, “come antidoto alla fecondazione in provetta”. Anche perche’ il tasso di fecondita’ (il numero medio di figli per donna), si e’ fortemente ridotto negli ultimi anni in Italia e in molti Paesi d’Europa come Spagna, Germania, Olanda. Nei Paesi europei il tasso di fecondita’ si attesta su una media di 1,6 figli con punte piu’ basse in Italia (1,42) e in Germania (1,38). “Contemporaneamente – riflette Foresta – si osserva un aumento dell’infertilita’ di coppia, anche perche’ le donne cercano figli in eta’ sempre piu’ avanzata”, fattore accompagnato da una via via piu’ ridotta produzione di spermatozoi negli uomini. “Tanto che James W. Vaupel, direttore del Max Planck Institute for Demographic Research di Rostock in Germania, sostiene che, in base al trend di questi anni, entro la fine del secolo la popolazione italiana sara’ di appena 10 milioni, contro gli attuali 60 milioni”. Il progetto ‘Androlife’ mira a preservare la fertilita’ nei giovani. “Ma ci rivolgiamo anche ai medici di famiglia – conclude Foresta – perche’ con la loro collaborazione si cerchi di dare una risposta stabile e strutturata a questi ragazzi, che hanno superato l’eta’ del pediatra, al di la’ delle campagne come la nostra”.