Malformazioni minori del cervello sono state osservate piu’ di frequente in bimbi nati da donne in terapia antidepressiva durante la gravidanza rispetto ai nati da donne non in cura con questi farmaci. E’ quanto emerso da uno studio pubblicato sulla rivista Neuropsychopharmacology. L’anomalia osservata e’ la cosiddetta ‘malformazione di Chiari di tipo I’, che puo’ essere anche asintomatica ed essere, quindi, riscontrata casualmente nel corso di indagini neuroradiologiche effettuate per altri motivi. L’autrice, Rebecca Knickmeyer della University of North Carolina a Chapel Hill, sottolinea, pero’, che bisogna replicare questi risultati conducendo altri studi prima di dare indicazioni terapeutiche a donne che sono in cura con antidepressivi e pianificano una gravidanza. La malformazione di Chiari si presenta con un’estensione eccessiva del cervello verso il basso, andando a disturbare – in modo piu’ o meno grave – il midollo spinale sottostante. L’esperta ha studiato quattro gruppi di bimbi: piccoli nati da donne sofferenti di depressione e che hanno assunto antidepressivi in gravidanza sono stati confrontati con piccoli nati da donne sane; bimbi di donne sane, senza una storia clinica di depressione, sono poi stati confrontati coi figli di donne depresse che pero’ non hanno preso i farmaci per gestire la malattia durante la gravidanza. E’ emerso chiaramente, osservando tutti i bambini con una risonanza, che la malformazione di Chiari e’ un evento piu’ frequente unicamente tra i bimbi nati da donne che hanno assunto antidepressivi in gravidanza, mentre la frequenza e’ minore e simile tra gli altri gruppi di donne, anche tra quelle depresse ma che hanno scelto di non assumere i farmaci. E’ prematuro, pero’, dare indicazioni terapeutiche sulla base di questo studio alle donne in cura con antidepressivi che iniziano una gravidanza.
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