
L’aumento delle temperature in futuro fara’ crescere l’inquinamento da ozono, aggravando alcune patologie delle vie respiratorie come l’asma e l’enfisema. A dirlo e’ uno studio del Centro Usa per la ricerca atmosferica. La crescita non interessera’ l’ozono ‘buono’ che nella stratosfera blocca le radiazioni ultraviolette nocive, ma quello ‘cattivo’, che si trova nella troposfera e cioe’ a livello del suolo. Elevate concentrazioni di ozono caratterizzano l’inquinamento estivo e sono dovute a reazioni chimiche che si innescano tra ossidi di azoto e composti organici volatili in presenza di luce solare. I gas provengono dalle attivita’ umane, ad esempio dalla combustione di carbone e petrolio. Stando ai ricercatori, temperature piu’ elevate e altri fattori legati al cambiamento climatico, come maggiori livelli atmosferici di metano, agiranno da stimolo alle reazioni chimiche che generano l’ozono. Se le emissioni di inquinanti continueranno al tasso attuale, il numero dei periodi di 8 ore in cui l’ozono superera’ le 75 parti per miliardo – la soglia considerata sicura dall’Agenzia Usa per la protezione dell’ambiente – aumentera’ del 70% entro il 2050. I problemi di salute legati a una maggiore concentrazione di ozono nell’aria, spiega l’autrice dello studio Gabriele Pfister, vanno da tosse e irritazioni della gola fino all’aggravamento di patologie come asma, bronchite ed enfisema. Tuttavia, osserva Pfister, ”ridurre l’emissione dei precursori dell’ozono avrebbe un grande impatto positivo sull’aria che respiriamo”. Contenendo gli ossidi di azoto e i composti organici volatili, infatti, il superamento delle 75 parti per miliardo avverrebbe solo l’1% delle volte in cui accade attualmente.