
Il cibo spazzatura non dovrebbe far sentire in colpa solo per l’effetto sulla salute di chi lo mangia, ma anche per quello sull’ambiente. Lo afferma lo studio pubblicato dal Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics, condotto dalla Aix-Marseille Universite di Marsiglia, secondo cui gli alimenti con una maggiore impronta ecologica sono anche quelli meno nutrienti. I ricercatori francesi hanno individuato i 391 cibi piu’ consumati nel Paese, calcolando per ognuno l’impronta ecologica basata su tre fattori, le emissioni di CO2, quelle di sostanze che causano piogge acide e quelle di ioni che inquinano mari e fiumi. La qualita’ dal punto di vista nutrizionale e’ stata invece calcolata tramite il rapporto tra sostanze nutritive ‘buone’, come fibre, proteine e ferro, e quelle cattive, come sodio e zuccheri aggiunti. ”Tutti i cibi con le maggiori emissioni – scrivono gli autori – hanno mostrato anche il punteggio minore per la qualita”’. Dei 56 cibi a base di carne, pesce e uova, ad esempio nessuno ha ottenuto un punteggio sufficiente in termini di sostenibilita’ ambientale, mentre dei 70 alimenti industriali con un alto tasso di grassi, sale e zuccheri solo due, i dessert a base di soia e la torta di semolino, sono risultati ‘amici’ dell’ambiente. ‘Bocciati’ anche quasi tutti i piatti pronti, mentre tra i latticini un buon rapporto tra apporto nutrizionale e sostenibilita’ e’ raggiunto solo da latte e yogurt.