L’igiene delle mani, se eseguita correttamente e regolarmente, riduce, secondo le stime, le infezioni ospedaliere dal 10% al 50%. E’ quanto emerso nel corso del convegno “Verso un ospedale senza infezioni”, in corso presso il Policlinico Gemelli, organizzato in occasione della Giornata mondiale per l’igiene delle mani istituita dall’Organizzazione mondiale della sanita’. Secondo i dati del ministero della Salute, ha ricordato Gabriele Sganga, direttore del master “Sepsi in chirurgia” e docente presso il dipartimento di Scienze chirurgiche dell’universita’ Cattolica, nel nostro Paese, circa 500-700mila pazienti, su 9,5 milioni di ricoverati l’anno, contraggono un’infezione ospedaliera, con percentuali che oscillano tra il 5 e il 17% di tutti i ricoveri, in particolare quelli ricoverati nei reparti di chirurgia. La mortalita’, per queste infezioni, raggiunge il 3%. “I germi patogeni – ha proseguito Sganga – in ospedale sono trasmessi attraverso diverse forme di contatto, ad esempio da una ferita infetta a un oggetto toccato con le mani ‘contaminate’, dai fogli della cartella clinica: tutti passaggi attraverso i quali gli stessi operatori possono passare l’infezione da un paziente all’altro. Trasmissioni che – ha concluso – diventano piu’ significative se c’e’ contatto con una incisione chirurgica o se il paziente ha difese immunitarie basse o e’ debilitato”. Per queste ragioni, il Policlinico Gemelli ha avviato una vasta campagna dedicata all’igiene delle mani, intitolata “Ti sei lavato le mani?” e rivolta a tutti coloro che “vivono l’ospedale”: operatori sanitari, docenti, studenti, pazienti e visitatori.