Un nuovo dispositivo medico simile a un ammortizzatore a molla, che puo’ essere impiantato nel tessuto sottocutaneo adiacente all’articolazione del ginocchio, potrebbe rappresentare la soluzione ai dolori e alle limitazioni provocati dall’artrosi del ginocchio. Si chiama KineSpring ed e’ stato presentato in occasione del congresso internazionale ESSKA (European Society for Sports Traumatology, Knee Surgery and Arthroscopy), in corso ad Amsterdam. All’iniziativa sono stati presentati per la prima volta i risultati su 55 pazienti operati con il KineSpring in un singolo centro italiano. Lo studio ha dimostrato che la grande maggioranza dei pazienti convive perfettamente con la sua “molla”, riportando anche a distanza di piu’ di un anno un miglioramento statisticamente significativo in termini di dolore e funzione del ginocchio operato. Complicanze e o mancanza del beneficio atteso tali da richiedere la rimozione della impianto, hanno riguardato solo tre pazienti. “In Italia circa 2,6 milioni di persone soffrono di osteoartrosi al ginocchio”, ha spiegato Claudio Zorzi, direttore della Divisione di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, Negrar (VR), “ma una parte di queste fino a oggi non disponeva di un trattamento ideale: le terapie conservative sono per loro poco efficaci, e una chirurgia invasiva sarebbe troppo precoce. La protesizzazione, infatti, viene eseguita piu’ spesso e con buoni risultati in pazienti ultrasessantenni affetti da artrosi ad uno stadio avanzato”. “E’ di solito piu’ problematico il trattamento di pazienti fra i 30 e i 60 anni con uno stile di vita attivo. In questi casi la protesi – ha continuato – puo’ non essere indicata e le terapie completamente conservative gia’ inefficaci. Dunque laddove una protesi non e’ la soluzione ideale, per pazienti che sono troppo giovani o troppo attivi o rifiutano l’impianto protesico, il KineSpring puo’ rappresentare un’ottima alternativa e consentire una ripresa importante anche di attivita’ fisica, fondamentale per un corretto stile di vita”. “Non dobbiamo dimenticare a aggiunge il dr. Vincenzo Madonna, autore dello studio, vicepresidente comitato chirurgia del ginocchio SIGASCOT e direttore di struttura semplice di chirurgia del ginocchio dell’Ospedale Sacro Cuore di Negrar (VR), che ai giorni nostri esiste una popolazione ancora molto attiva, anche oltre i 60 anni, con passioni che spaziano dal calcio al tennis, dallo sci alla corsa. Questa tipologia di paziente frequentemente ha un passato di chirurgia a una o a entrambe le ginocchia, spesso una asportazione del menisco mediale (o interno), oppure un malallineamento in varismo degli arti inferiori (ginocchia a parentesi o da cavallerizzo) che con gli anni ha causato un processo artrosico al comparto mediale del ginocchio. E’ proprio qui che il KineSpring esprime il massimo del suo valore, perche’ con questa tipologia di intervento non si preclude al paziente la possibilita’ di ritornare a praticare attivita’ fisiche o addirittura sportive, senza ovviamente pretendere i miracoli di avere prestazioni agonistiche”. Indiscusse anche le ricadute sul sistema sanitario: nel breve termine riduzione dei costi per terapie antalgiche e fisiatriche, nel medio termine limitazione degli alti costi associati agli interventi di revisione protesica, tanto piu’ probabili quanto piu’ bassa e’ l’eta’ della prima protesizzazione.