
Notevolissimo il dato di Sibi che ha fatto registrare una temperatura massima di ben +49.5°C, dopo varie massime over +47°C archiviate nei giorni precedenti. I +49.5°C di Sibi sono seguiti a raffica dai +49.0°C di Jacababad e dai +48.3°C di Nawabshah, dove il caldo è divenuto davvero insopportabile. Ma su tutti spiccano i primi +50.0°C che proprio nel pomeriggio di giovedì 29 Maggio 2014 sono stati registrati nel sito archeologico di Moen Jo Daro, considerato uno dei luoghi più caldi di tutto il continente asiatico. I primi +50.0°C toccati nel sito archeologico di Moen Jo Daro, lo scorso gioved’ 29 Maggio 2014, costituiscono la temperatura massima più elevata mai toccata sulla Terra dall’inizio del 2014. Finora le massime più elevate si erano verificate nel cuore dell’entroterra desertico australiano e sulle aree più interne dell’India centro-meridionali, con diverse massime di ben +47°C +48°C. Moen Jo Daro è stata in grado di sfondare per prima i +50°C, dopo un iniziale periodo sottotono, a causa del ramo principale del “getto sub-tropicale” che è rimasto posizionato a latitudini piuttosto meridionali per il periodo, impedendo una graduale risalita verso nord dell’ampia cintura anticiclonica sub-tropicale in direzione dell’area indo-pakistana, collegata direttamente alla “Cella di Hadley”.
Il transito del ramo principale del “getto sub-tropicale”sopra il nord del Pakistan al momento impedisce l’avanzata verso latitudini più settentrionali dell’anticiclone sub-tropicale che domina sull’area medio-orientale, l’Iran e il Pakistan meridionale. Ciò tende a frenare uno spostamento verso nord dell’umido flusso monsonico sud-occidentale che comincia a formarsi davanti le coste della Somalia, dove in questi giorni si sta originando un flusso di correnti da Sud e S-SO che inizia a spingere aria umida marittima verso le coste dell‘India meridionale e occidentale. Questo flusso monsonico nei prossimi giorni sarà destinato ad intensificarsi ulteriormente, visto che l’intenso riscaldamento dell’area indo-pakistana agevolerà un calo dei valori barici a suolol, favorendo la formazione della vasta depressione termica fra il Pakistan centro-meridionale ed il nord dell’India, con valori che scendono sotto i 998 hpa sulle pianure del Gange. In più il transito del “getto sub-tropicale” in quota, sopra il bordo settentrionale della grande onda semi/permanente di calore insistente sulla regione indo-pakistana (nei medi e bassi strati), agevola la formazione dell’attività termoconvettiva sui rilievi del nord dell’Afghanistan, del Pakistan, sull’Himalaya occidentale e sull’altopiano tibetano interno, dove si sviluppano degli annuvolamenti cumuliformi che nelle ore serali e notturne producono delle piogge, rovesci e pure dei temporali, con scariche elettriche e tuoni fragorosi.
