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Sigarette Greenbutts: quando i filtri si tramutano in erbe e fiori di campo per ridurre al minimo l’impatto ambientale
Fumare uccide, questo è certo; ma è pur vero che milioni di persone, nonostante la tossicità, continuano ad accendere sigarette d’ogni sorta, abbandonando ciò che resta di questa pessima abitudine su marciapiedi, strade, prati, falde acquifere ecc. Ogni anno, infatti, vengono buttati per terra 4,5 miliardi di mozziconi di sigarette. I filtri attuali sono effettivamente biodegradabili, ma possono richiedere fino a 15-20 anni per decomporsi completamente.
E’ su queste premesse (non proprio rosee ), che la società americana Greenbutts, con sede a San Diego, schierata a difesa del verde urbano, ha cercato di mettere a punto una soluzione straordinaria ed esemplare per attenuare l’inquinamento ambientale, brevettando un’idea per smaltire in modo più rapido i mozziconi, facendo sì che dai semi, racchiusi in un filtro del tutto naturale, piantati sotto un sottile strato di terra, possano germogliare stupendi fiori di campo ed erbette sottili. Dopo le sigarette LIP (Lower ignition propensity), che si spengono da sole per evitare gli incendi, è la volta di un’invenzione ancora più particolare.
E se molti accaniti fumatori non sono “transitati” alle sigarette elettroniche per paura di veder alterato il gusto, questo problema non sussiste affatto, poiché con le sigarette Greenbutts il “piacere” di fumare resta invariato, dato che il tabacco è filtrato solo da fibre naturali e che i filtri ecofriendly, privi per esempio di acetato di cellulosa, si decompongono in un mese… lo stesso tempo di decomposizione impiegato da una buccia di banana! Il corpo del filtro è costituito in materiali al 100% naturali e compostabili, ossia lino naturale, cotone e canapa naturale de-gommata, tenuti insieme con farina di grano e acqua pura, che fanno da collanti. Speriamo sono che quest’invenzione non incoraggi le persone a iniziare a fumare solo per far fiorire i giardini.
La sigaretta ‘Greenbutts’ è già disponibile in commercio, almeno in America, e la società è alla ricerca di investitori e partnership per commercializzare in tutto il mondo il suo prodotto amico della natura. Se non siete amanti dei fiori, potete gettare le cicche nella spazzatura ed essere comunque certi di non aver contribuito all’inquinamento ambientale. Trasformare i filtri in fiori è comunque solo un punto di partenza, un piccolo passo per ridurre al minimo i rifiuti di difficile smaltimento.