MeteoWeb»News Meteo»FENOMENI ESTREMI»Spettacolare sferzata temporalesca nelle zone desertiche del Medio Oriente, ad accendere la miccia lo scorrimento del “getto sub-tropicale” sopra l’aria arroventata del deserto Arabico
Spettacolare sferzata temporalesca nelle zone desertiche del Medio Oriente, ad accendere la miccia lo scorrimento del “getto sub-tropicale” sopra l’aria arroventata del deserto Arabico
Nella giornata di ieri, giovedì 8 Maggio 2014, una spettacolare ondata di maltempo ha colpito le coste dell’Asia minore, dalla Siria allo stato di Israele, e buona parte del Medio Oriente, dove si sono verificate piogge, rovesci e temporali anche di moderata e forte intensità, che hanno interessato anche aree desertiche. Questa improvvisa ondata di maltempo è stata causata dall’isolamento di un vasto “CUT-OFF” (vortice ciclonico chiuso in quota) sul bacino orientale del mar Mediterraneo. Questo esteso “CUT-OFF”, pur cominciando a colmarsi sul mar di Levante, è stato ben alimentato dalla risalita, lungo il suo bordo più orientale, di un ramo secondario del “getto sub-tropicale”, che dall’entroterra desertico egiziano si è sganciato verso il nord-ovest dell’Arabia Saudita, la Giordania, l’ovest dell’Iraq e la Siria, presentando dei massimi di velocità, di oltre i 200 km/h, fra la Siria settentrionale e la Turchia meridionale.
Questo ramo secondario del “getto sub-tropicale”, bordando il “CUT-OFF” in quota, nell’alta troposfera, ha impresso a quest’ultimo una notevole vorticità positiva che ha mantenuto in vita l’intera struttura depressionaria. Analizzando le immagini trasmesse dai satelliti è stato possibile osservare come la circolazione depressionaria, localizzata sul Mediterraneo orientale, sia stata preceduta, lungo il suo lato orientale, da una “Warm Conveyor Belt” di tipo “reaward” (retrograda rispetto al fronte freddo), ben alimentata dal ramo secondario del “getto sub-tropicale”, che dopo aver attraversato la Palestina, Israele e la Giordania dall’entroterra desertico della Siria è risalita fino alla Turchia, con un immenso ammasso nuvoloso stratiforme che ha coperto gran parte dell’Anatolia. Ma la “Warm Conveyor Belt” di tipo “reaward”, in risalita lungo il lato orientale della suddetta circolazione depressionaria sul mar di Levante, era caratterizzata da una diffusa nuvolosità che si confondeva con il fronte freddo.
Come in quasi tutte le “Warm Conveyor Belt” di tipo “reaward”, nella parte avanzante prevalevano le nubi alte e sottili, ma progredendo in direzione del fronte freddo la nuvolosità diventava sempre più spessa (nembostrati fino ai cumulonembi), tanto che lungo l’area di sovrapposizione con il fronte freddo vi era un elevata presenza di nubi convettive che si sono localizzate in corrispondenza del fronte freddo al suolo, disposto al traverso delle coste dell’Asia minore, fra i territori della Palestina e la Siria. Proprio in questo punto si sono sviluppati i “Clusters temporaleschi” che nella prima mattinata di ieri, risalendo quasi in parallelo davanti il fronte freddo, hanno investito il deserto del Negev, lo stato di Israele, e l’entroterra desertico giordano, dove si sono verificati dei brevi rovesci di pioggia, in particolare sul nord del paese, che si sono rapidamente spostati sul vicino confine con il deserto Siriaco. I rovesci temporaleschi, pur essendo di breve durata, hanno scaricato significativi accumuli pluviometrici, causando temporanei allagamenti e diversi disagi, soprattutto nello stato di Israele.
Fra i valori pluviometrici più importanti della giornata di ieri in Israele spiccano i 42 mm di pioggia caduti all’aeroporto internazionale di Ben Gurion, alle porte di Tel Aviv, seguiti dagli oltre 35.1 mm di Ber Sheva e dai 34 mm di Gerusalemme, dove si sono verificati dei brevi allagamenti. Ma accumuli fino a 25-30 mm sono stati registrati anche nel deserto del Negev, a causa del passaggio di un “Clusters temporalesco” che si è poi rapidamente spostato verso il vicino entroterra montuoso libanese e la Siria. A Beirut, in totale, sono caduti fino a 38 mm d’acqua, mentre nella Siria “infiammata” dall’inarrestabile guerra civile interna, vanno riportati i 28 mm di pioggia caduti sulla capitale Damasco e i 15 mm di Safita, dopo una pioggia continua, proseguita fino al pomeriggio di ieri. Ma il maltempo, sempre nella giornata di ieri, ha picchiato duro sul nord-ovest dell’Arabia Saudita, con rovesci e temporali che sono riusciti a sconfinare fino al cuore dell’entroterra desertico saudito. Alla base della circolazione depressionaria, facente capo al “CUT-OFF” posizionato sul mar di Levante, si sono rapidamente sviluppati una serie di grossi nuclei temporaleschi che dai rilievi dell’Higiaz si sono mossi verso l’entroterra desertico Saudita, portandosi sulle regioni del Gebel Shammal e del Nafud, dando la stura a dei rovesci di pioggia, accompagnati da colpi di vento, fulminazioni e tuoni piuttosto fragorosi.
I temporali, localmente pure intensi, hanno causato degli allagamenti in diverse aree desertiche fra il Gebel Shammal e il Nafud, favorendo la temporanea piena dei “uadi”, quei lunghi canaloni in cui scorrono i corsi d’acqua a carattere non perenne, nel momento in cui si verificano intense precipitazioni (il Sahara ne è pieno). Queste grosse “Cellule temporalesche”, aggregatesi successivamente in una più complessa “Multicella” che dall’area montuosa del Gebel Shammal si è spostata verso la regione del Nafud, si sono formate a causa della notevole divergenza fra le correnti in alta quota e quelle molto più deboli negli strati più bassi (flusso sud-orientale richiamato dalla depressione in movimento sul mar di Levante). Questi sistemi temporaleschi, durante la fase di sviluppo, hanno assunto uno spiccato asse obliquo, causa il forte “getto sub-tropicale”, con direttrice sud-occidentale in alta quota, che ha cominciato a stirare (verso nord-est) le sommità ghiacciate dei cumulonembi, cresciuti oltre i 10-11 km di altezza.
In questo caso le forti condizioni d’instabilità atmosferica sono state innescate dal passaggio in quota del ramo principale del “getto sub-tropicale”, che dall’Egitto si muove in direzione dell’Asia meridionale, facendo cosi il giro dell’intero emisfero. Il “getto sub-tropicale”, transitando sopra lo spesso strato di aria molto calda e secca che in questo periodo comincia a formarsi sopra le vaste superfici desertiche della penisola Arabica (come tra Pakistan e India), soggette ad un prevalente regime anticiclonico in quota (anticiclone sub-tropicale), tende a produrre forti turbolenze atmosferiche, per l’effetto “vuoto” creato dai fortissimi venti in alta quota che fanno capo al corpo centrale del “getto sub-tropicale”. In sostanza l’aria più vicina alla superficie terrestre tende a risalire in modo turbolento verso l’alto, per colmare il “vuoto” indotto proprio dalle correnti più intense del “getto” stesso, nell’alta troposfera.
Tale processo, appena descritto, innesca la nascita di violenti moti convettivi (correnti ascensionali), con la conseguente formazioni di grosse “Cellule temporalesche” e alle volte vere e proprie “Multicelle“, caratterizzate da attività elettrica a fondoscala forti rovesci e turbolenti colpi di vento che accompagnano i fenomeni più intensi. La caratteristica di questi temporali è quella di essere caratterizzati da forti “Updrafts” esplosivi, visto il potenziale termico presente nei bassi strati (aria molto calda e secca d’origine sub-tropicale continentale) che fanno esplodere verso l’alto il cumulonembo, facendogli raggiungere delle altezze considerevoli, ben oltre i 10-12 km di spessore. A queste quote le incudini dei cumulonembi tendono ad essere spazzate dai violentissimi venti della “corrente a getto” (di solito provengono da Ovest o SO) e si portando a notevole distanza dalla base dei cumulonembi, divergendo verso est, assumendo il tipico asse obliquo, ben identificabile dalle moviole satellitari, causando anche una importante perdita di aria (dalla sommità) sospinta dal“getto“ stesso.
In questi casi, per la perdita di molta aria pilotata dai bassi strati dai moti ascensionali, la “Cellula temporalesca” è costretta a richiamare altra aria calda dall’ambiente circostante, intensificando notevolmente il temporale che può divenire veramente violento, apportando precipitazioni molto forti accompagnate da impetuose raffiche di vento prodotte dai“Downbursts” (forti correnti discendenti che raggiungono il suolo e tendono a divergere orizzontalmente in più direzioni).