Storica ondata di calore colpisce lo stato cinese dello Yunnan: sbriciolato il record assoluto di Kunming, città dell’eterna primavera

Come avevamo preannunciato nei giorni scorsi l’ondata di calore, che da diverse settimana staziona fra Vietnam, Laos e Cina meridionale, si è ulteriormente intensificata in questi ultimi giorni, con una progressiva accentuazione della calura, divenuta ormai insopportabile in vaste aree dell’Asia meridionale. Nell’emisfero boreale la stagione calda entra nella sua fase clou. Proprio in questo periodo dell’anno (sul finire di Maggio), quando il sole raggiunge lo “Zenit” (i raggi solari cadono perpendicolarmente sul terreno nelle ore centrali del giorno) nei territori a ridosso del tropico del Cancro, le vaste aree continentali tropicali (caratterizzate da climi prevalentemente secchi e continentali), fra Africa settentrionale (il deserto del Sahara), penisola Arabica e Asia meridionale, si scaldano sensibilmente, grazie anche alla persistenza dei robusti anticicloni dinamici sub-tropicali in quota collegati alla circolazione atmosferica della “Cella di Hadley”, fino a raggiungere i massimi valori termici annuali che solitamente precedono l’avvento della stagione delle piogge, indotta dalla risalita verso nord del famoso “fronte di convergenza intertropicale”, noto anche con la sigla di “ITCZ”. Non per caso, in questi giorni, lungo le aree interne del Pakistan centro-meridionale e dell’India centrale i termometri hanno varcato per la prima volta la soglia dei +43°C +44°C, con picchi che agevolmente possono superare anche la soglia dei +45°C +46°C. Ma in questi il giorni il caldo (pre-monsonico) si è fatto davvero molto intenso negli altri paesi dell’Asia meridionale, come Bangladesh, Myanmar, Vietnam e nell’arcipelago delle Filippine, dove svariate località hanno sfondato il muro dei +40°C +42°C all’ombra, anche in aree affacciate lungo la costa, dal clima molto umido.

Ma in questi giorni il caldo si è fatto davvero molto intenso nelle aree montuose interne della Cina sud-orientale, dove i termometri si sono impennati ben oltre la soglia dei +30°C +32°C all’ombra, oltre i 2000 metri. Le temperature massime registrate, sopra il muro dei +30°C, sono andate molto vicine ai rispettivi record assoluti di caldo dello Yunnan. In qualche caso i record assoluti di caldo sono stati addirittura migliorati o eguagliati, seppur per pochi decimi. Questo è il caso illustre di Kunming, la capitale dello stato cinese dello Yunnan, dove nella giornata di ieri la temperatura massima assoluta ha raggiunto un picco di ben +32.6°C che ha letteralmente stracciato il precedente record di caldo assoluto di +31.5°C, risalente al lontano 1958. Nonostante il soffio di una moderata ventilazione da S-SO e SO, la colonnina di mercurio è riuscita ad impennarsi ben oltre il muro dei +32°C all’ombra, facendo registrare questo nuovo record di caldo assoluto. Bisogna ricordare che Kunming è ubicata a circa 1894 metri di altezza sopra il livello del mare, e per questo gode di un clima piuttosto mite, ben mitigato dall’altitudine. Grazie all’altitudine Kunming è conosciuta in tutto il mondo come la città dell’eterna primavera per il suo clima dolce, tropicale di montagna a 1890 metri.

india3-300x225Tante sono le città con questo appellativo, da Medellin in Colombia a Cochabamba in Bolivia, persino San Jose in Costa Rica, anche se in questo caso è più idoneo parlare di un eterno autunno, data la presenza di una nuvolosità quasi perenne nella zona est della città. A queste si aggiunge pure Arica, in Cile, anche se è una primavera un pò relativa per l’eterno soleggia mento. Anche Dalian, in Vietnam, ha un pò questo appellativo. Ma oltre allo straordinario record di caldo assoluto stabilito da Kunming, che riscriverà una nuova pagina di storia climatica, va segnalato anche l’importante record di caldo registrato a Huize, siamo oltre i 2100 metri di altezza, che con una massima di ben +32.2°C ritocca di un decimo il record anteriore stabilito nel Maggio 2012. Anche in questo caso il record assoluto di caldo è stato ulteriormente migliorato. L’intensa calura, che da oltre una settimana assedia gran parte della Cina meridionale, dovrebbe cominciare ad allentarsi a partire dalla prossima settimana, favorendo un graduale abbassamento dei valori termici. Sulle aree montuose dello Yunnan e del Kweichow, nel sud-ovest della Cina, si potranno formare anche imponenti “Cellule temporalesche”, di carattere “termoconvettivo”, che gonfiandosi e aggregandosi fra di loro potranno favorire la genesi di vaste “Multicelle” e “Clusters”, capaci di arrecare forti rovesci di pioggia accompagnati da colpi di vento e attività elettrica a fondoscala.

Questa intensa onda di calore, semi/permanente fino alla media troposfera sopra i paesi dell’Asia meridionale, in questi giorni fornirà anche una accentuazione dell’instabilità atmosferica, agevolando l’improvvisa formazione di violenti temporali di calore, soprattutto fra il nord dell’India, il Bangladesh, ma anche sul Myanmar e nel sud del Vietnam, accompagnati da tempeste elettriche, forti rovesci di pioggia e turbolenti colpi di vento. Questi intensi fenomeni temporaleschi, tipici nel periodo caldo pre-monsonico, scoppieranno di colpo appena il ramo principale del “getto sub-tropicale” sconfina sopra lo spesso strato di aria molto calda e secca, che in questo periodo comincia a formarsi sopra l’area indo-pakistana e il Bangladesh, innescando potenti turbolenze pronte ad estendersi fino ai limiti superiori della troposfera. La caratteristica di questi temporali è quella di essere caratterizzati da forti “Updrafts”, visto il potenziale termico presente nei bassi strati (aria molto calda e umida d’origine tropicale) che contribuisce a far esplodere verso l’alto i cumulonembi, facendogli raggiungere delle altezze considerevoli, ben oltre i 14-15 km di spessore. A queste quote le incudini dei cumulonembi tendono ad essere spazzate dai violentissimi venti della “corrente a getto” (di solito provenienti da Ovest o O-SO) e si portando a notevole distanza dalla base dei cumulonembi, divergendo verso est e assumendo il tipico asse obliquo, ben identificabile dalle moviole satellitari, causando anche una importante perdita di aria (dalla sommità) sospinta dal “getto“ stesso.