Le NDE, acronimo di Near Death Experience (o esperienze di pre-morte), sono esperienze vissute da un certo numero di individui che hanno ripreso conoscenza dopo aver vissuto uno stato di coma causato da arresto cardiocircolatorio e respiratorio. I pazienti esaminati in tutto il mondo riferiscono di aver vissuto esperienze straordinarie nonostante un’attività cerebrale nulla (ECG piatto), che non consentirebbe, secondo le attuali conoscenze scientifiche, alcuno stato di coscienza. Nonostante la medicina spieghi questo tipo di esperienze con alterazioni transitorie di tipo chimico, neurologico o biologico, tipicamente presenti nel corpo umano in condizioni particolari come quelle prima descritte, molti altri ricercatori sostengono che le esperienze di pre-morte vadano oltre queste spiegazioni razionali, soprattutto a causa di alcune divergenze raccontate da ogni singolo paziente esaminato. Alcuni protagonisti, ad esempio, riescono a vedere o sentire particolari che si trovano al di fuori del loro campo visivo o uditivo, e le esperienze nella stragrande maggioranza dei casi non sono soggettive come dovrebbe verificarsi durante una fase REM del sonno, ma strordinariamente oggettive. I sogni come ben sappiamo, non seguono uno schema fisso, a differenza delle esperienze di pre morte che hanno sempre una struttura simile, e che a volte trovano riscontri nel mondo reale.

Una tra le più famose esperienze di questo tipo è certamente quella occorsa al medico psichiatra e pioniere della psicoanalisi, Carl Gustav Jung, che descrive la propria esperienza di pre morte nel suo testo autobiografico “Ricordi, sogni e riflessioni” pubblicato solo nel 1961. Nel 1944 infatti un incidente, una frattura e un successivo infarto lo avevano portato in coma. In una lettera dello stesso anno scrive: “Quel che viene dopo la morte è qualcosa di uno splendore talmente indicibile, che la nostra immaginazione e la nostra sensibilità non potrebbero concepire nemmeno approssimativamente.” Tante, inoltre, sono le citazioni nella letteratura ai tempi di Platone, Hemingway, tolstoj e Victor Hugo.
Insomma, scienza e fede trovano ancora una volta terreno fertile per dibattere le proprie convinzioni. Un dibattito che dura dalla notte dei tempi e che, con tutta probabilità, non troverà mai risposta. Ognuno di noi, com’è giusto che sia, può farsi la sua idea e optare per una o per l’altra strada. Il fascino di un mondo parallelo al nostro o semplici allucinazioni causate dal nostro cervello? Ai posteri l’ardua sentenza.