
La tuta marziana pesa 65 kg. (contro gli oltre 96,2 kg della tuta lunare) consentendo sicure e lunghe passeggiate all’insegna di una maggiore “leggerezza” rispetto all’antesignana tuta lunare, ha la parte superiore rigida, è realizzata in strati (quella lunare ne aveva ben 21) per proteggere l’organismo dai grandi sbalzi termici, ma soprattutto dagli impatti meteorici e dalle radiazioni. Per la costruzione, nell’intento di ottimizzare i costi, ci si avvarrà della prodigiosa stampa in 3D; e anche l’estetica risulterà davvero innovativa, con fasce luminose lungo il torace, oblò per proteggere la testa e consentire un’ampia visuale; disegni fosforescenti ripresi nei fianchi e nella parte posteriore. Il vestito sarà inoltre completato da un sistema automatico (Portable Life Support System) per garantire la vita (con ossigeno, acqua e sistemi di controllo), posto sulla schiena, diminuendo così anche il tempo di preparazione per essere indossata.
Le prove inizieranno a novembre sia nella grande piscina del centro voli umani della Nasa di Houston, dove gli astronauti si addestrano, simulando l’assenza di gravità; che in una camera che riproduce il vuoto cosmico. La principale novità del nuovo armamentario riguarda la possibilità di muoversi, potendo quindi camminare, piegarsi e raccogliere oggetti da terra in modo agevole. Altra novità di rilievo è relativa alla modalità di indossamento. Se fino ad oggi le tute, costituite da una parte superiore e una inferiore, si indossavano come vestiti, probabilmente, nel prossimo futuro, la tuta sarà costituita da un pezzo unico. La NASA incorpora nella serie Z elementi tipici dello sportswear e delle tecnologie indossabili, accostando il concetto di “moda” alle tute spaziali.