
Dalla mappatura sismica “è possibile vedere – spiega Graziano – che oltre alle grandi aree del Mediterraneo e dei Balcani, sono esposte al rischio altre zone più limitate, ma localizzate vicino a città importanti e densamente popolate, come Bruxelles, Lisbona e Budapest, dove un terremoto, magari non di forte intensità, potrebbe però avere un impatto molto forte. La comunità geologica europea si propone di avvicinare la gente alla conoscenza di questi dati ed alla comprensione dei processi che portano al verificarsi dei terremoti”. Il 29 maggio giungeranno a Palermo, dopo 30 anni, i rappresentanti dei geologi dei 22 Paesi aderenti alla Federazione europea dei geologi. Gli esperti si confronteranno su alluvioni, materie prime, risorse, acque e terremoti. “La zona del Tirreno meridionale, ad esempio – ha aggiunto Graziano – è caratterizzata da una sismicità molto profonda, dovuta al processo di subduzione della litosfera ionica sotto la Calabria, così come è evidente un’elevata sismicità crostale al largo delle coste settentrionali della Sicilia”. “Sappiamo quali danni e quali perdite gli eventi sismici hanno spesso indotto al nostro ambiente economico e umano, per cui anche di rischio sismico si parlerà alla prossima assemblea della Federazione europea dei geologi – ha proseguito Graziano -. Ragionare insieme è necessario per indirizzare le future politiche comunitarie e dei singoli Stati sulla conservazione del patrimonio edilizio, sulla sicurezza di infrastrutture strategiche come scuole e ospedali, e non ultima per la sicurezza di infrastrutture rilevanti come ponti e dighe. Lo faremo – conclude Graziano – con lo stesso spirito con cui la Commissione europea intende rafforzare la cooperazione europea in materia di protezione civile nell’ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale 2014-2020, secondo un meccanismo che sostiene, coordina e integra le azioni miranti a migliorare l’efficacia dei sistemi di prevenzione, preparazione e risposta alle catastrofi naturali e a quelle provocate dall’uomo”.