Il sisma che nel 2012 ha colpito l’Emilia-Romagna, a due anni di distanza dalle scosse, continua a presentare il proprio conto al sistema scolastico regionale. A settembre, quando gli studenti torneranno sui banchi di scuola dopo la pausa estiva, “le situazioni di difficolta’ strutturali residue ipotizzate dai dirigenti scolastici interesseranno le classi di 100 edifici scolastici ed i servizi (uffici, palestre e mense) di 69 edifici. Complessivamente le istituzioni scolastiche interessate sono 43”. A fornire i dati e’ l’Ufficio scolastico regionale (Usr), che oggi ha pubblicato una serie di approfondimenti sul post-sisma nella propria rivista on-line “Studi e documenti”. Il dossier, intitolato “Il terremoto persistente”, raccoglie il resoconto sintetico delle attivita’ svolte a sostegno delle scuole nell’emergenza sisma, spiega una nota dell’Usr. Il focus, inoltre, documenta le “difficolta’ organizzative e strutturali” che ancora interessano una parte delle scuole danneggiate. “Il terremoto e’ persistente per sua natura- commenta il vicedirettore generale Stefano Versari- perche’ prolunga per un tempo lungo i suoi dolorosi effetti. Dura pochi secondi, ma distrugge vite e beni, legami e certezze, luoghi e spazi”. In altre parole, “nulla e’ piu’ come prima e tutto va ricostruito, anche quanto non distrutto, perche’ va ricollocato in contesti fisici ed umani mutati”, scrive Versari. In Emilia-Romagna “e’ stato fatto tantissimo per le scuole, ma e’ velleitario- avverte il dirigente- pensare esista un colpo di bacchetta magica che risolva il dramma in un momento, anche perche’ nulla puo’ piu’ essere come prima”. 