Virus MERS: confermato il primo caso in USA

I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie di Atlanta (Cdc) hanno confermato oggi il primo caso di MERS (Middle East Respiratory Syndrome) coronavirus negli Stati Uniti. Si tratta di una persona, di cui non e’ stato precisato il sesso o la nazionalita’, appena rientrata da un viaggio in Arabia Saudita e ricoverata in isolamento in un ospedale dello stato dell’Indiana dal 28 aprile ed e’ attualmente in condizioni ‘stabili’. “Questo primo caso negli Stati Uniti rappresenta un rischio molto basso per la popolazione”, ha detto in una nota Anne Schuchat, direttore del programma per le infezioni respiratorie del Cdc. Il coronavirus MERS e’ considerato un cugino meno letale del virus della Sindrome respiratoria acuta grave, SARS, che ha causato quasi 800 morti nel mondo nel 2003. Puo’ causare problemi respiratori acuti, polmonite e insufficienza renale, ma non sono ancora del tutto chiari i meccanismi di trasmissione. Proprio ieri una squadra dell’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms) e’ giunta a Gedda, in Arabia Saudita, per fare il punto sulle modalita’ di trasmissione del virus, in particolare nelle strutture sanitarie. L’Arabia Saudita ha fornito informazioni su 138 casi identificati tra l’11 ed il 26 aprile e dettagli sui casi a Gedda. Al 26 aprile, l’Oms aveva registrato, principalmente in Arabia saudita, un totale di 293 casi di contaminazione (93 letali) dall’insorgenza della malattia nel settembre 2012. L’origine e le modalita’ di trasmissione del Coronavirus MERS rimangono ancora incerte, ma uno studio pubblicato ieri dall’Universita’ di Vienna rinforzerebbe l’ipotesi della trasmissione dai dromedari all’uomo. Norbert Nowotny et Jolanta Kolodziejek, della facolta’ di Veterinaria, sostengono che sono state effettivamente riscontrate tracce del virus in dromedari allevati nell’Oman che presenterebbe tratti genetici simili non solo ai virus trovati in altri animali in Eigtto e nel Qatar, ma anche nei pazienti umani.