Nuovo allarme Ebola in Africa occidentale: “Totalmente fuori controllo”

EBOLA 3I funzionari di Medici Senza Frontiere hanno lanciato un serio allarme: il virus Ebola e’ ” totalmente fuori controllo” in Africa occidentale, dove un nuovo focolaio ha ucciso un numero molto elevato di persone. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ sarebbero piu’ di 330 i morti in Guinea, Sierra Leone e Liberia. A giudizio di Bar Janssens, direttore di Medici Senza Frontiere in Africa, l’epidemia sarebbe ora in ” una seconda fase, totalmente fuori controllo. Ci dev’essere un vero e proprio impegno politico, siamo di fronte a una grande emergenza. L’epidemia continuera’ a diffondersi, e di sicuro raggiungera’ altri paesi”. Janssens accusa i governi coinvolti di non riconoscere la gravita’ della situazione, e critica l’OMS di non fare abbastanza per sollecitare i leader locali ad agire. L’agenzia delle Nazioni Unite ha risposto attraverso la sua portavoce Fadela Chaib e ha precisato che il rapido movimento dei focali del virus attraverso le frontiere fanno della lotta a Ebola una delle piu’ difficili di sempre”. Ebola provoca emorragie interne e insufficienza, si diffonde attraverso il contatto diretto con le persone infette. Non esiste una cura o un vaccino, il contrasto ai focolai si concentra sulla terapia di supporto per i malati e il loro isolamento per limitare la diffusione del virus. Tolbert Nyenswah, vice ministro della Sanita’ in Liberia, ha detto che il governo sta lavorando per contenere l’epidemia, sottolineando che la Liberia ha avuto un lungo periodo senza nuovi casi prima di questa seconda ondata. Per UnniKrishnan Plan International, che fornisce apparecchiature ai paesi coinvolti, mentre i governi e le agenzie internazionali stanno lottando per contenere la malattia, Ebola ha colpito una delle regioni piu’ povere del mondo, dove i sistemi sanitari pubblici sono gia’ fragili. Il piu’ alto numero di morti da Ebola si e’ registrato in Congo nel 1976, quando sono stati segnalati 280 decessi. Ma Ebola si diffonde spesso in aree remote, dove i primi casi a volte non vengono riconosciuti, ed e’ probabile che i morti siano molti di piu’.