Ambiente: difesa delle coste, il corallo pù efficace delle dighe artificiali

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Corallo-molle-alcionaceo_Alcyonium-spinulosum,-Spugna-a-calicePiu’ che sbarramenti artificiali miliardari, sono le barriere coralline a garantire la miglior difesa contro l’erosione e l’allagamento delle coste. Un nuovo studio, pubblicato su Nature communications da un team di ricercatori dell’Universita’ di Bologna, evidenzia e conferma l’efficacia e l’economicita’ del corallo. Un tema di stretta attualita’, non solo per i cambiamenti climatici in atto ma anche per gli arresti di oggi a Venezia per il progetto Mose. Di fronte a tempeste sempre piu’ violente, innalzamento delle acque e inondazioni, spiega l’Alma Mater in una nota, la soluzione per diminuire i rischi, conveniente anche finanziariamente, e’ proteggere le coste salvaguardando gli habitat naturali che le difendono, con le barriere coralline. La ricerca e’ di carattere internazionale ed e’ stata condotta dagli scienziati di Bologna, guidati da Laura Airoldi del Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’Ateneo, insieme ai ricercatori americani della Nature Conservancy, dello US geological survey e dell’Universita’ di Stanford. Che le barriere coralline proteggano le coste dalle onde e’ un dato acquisito da tempo. Il nuovo studio, pero’, per la prima volta ha quantificato su scala globale questa capacita’ di mitigazione e assorbimento, confrontandola con quella di frangiflutti artificiali costruiti dall’uomo. I risultati mostrano che le barriere coralline sono in grado di garantire una effettiva difesa della costa, assorbendo fino a 97% dell’energia distruttiva delle onde.

Barriera corallinaLa cresta della barriera e’ in grado da sola di dissipare gia’ l’86% dell’energia del moto ondoso. Inoltre, conservare e ripristinare le barriere coralline costa dieci volte meno rispetto alla creazione di barriere artificiali. “Il nostro lavoro- spiega Airoldi in una nota- evidenzia come il ripristino e la conservazione delle barriere coralline sia un’importante, efficace e conveniente soluzione per ridurre i rischi sulle coste causate dal cambiamento climatico. Finora gli sforzi per la conservazione di queste meraviglie della natura erano piu’ indirizzati alla tutela della loro straordinaria funzione di culle della biodiversita’ marina e per la loro incontaminata bellezza, ma ora c’e’ un motivo e una convenienza in piu’ per difenderle: la protezione delle popolazioni costiere”. Nel 2005, ad esempio, l’uragano Wilma sollevo’ onde alte oltre 13 metri al largo delle coste del Messico. Quando pero’ queste onde raggiunsero i Caraibi, la barriera corallina assorbi’ il 99% della loro forza. “Se non proteggeremo e ripristineremo le barriere coralline- spiegano i ricercatori di Bologna- 200 milioni di persone si troveranno in serio pericolo, visto che questi ecosistemi hanno il ruolo fondamentale di proteggere i litorali dalle onde in arrivo, dalle tempeste e dall’innalzamento del livello delle acque”. Oltre alle barriere coralline, continua Airoldi, altri studi dimostrano che anche “la vegetazione costiera e dunale e i letti di ostriche forniscono una simile protezione, anche in ambienti temperati come il Mediterraneo. I governi dovrebbero considerare anche i benefici del ripristino di questi habitat quando vengono analizzati i diversi interventi di difesa. Gli habitat non possono difendere interamente le coste, ma possono essere parte del mix di strumenti a disposizione abbassando molto i costi, come viene sempre piu’ frequentemente fatto negli Stati Uniti”, conclude la scienziata dell’Alma Mater.