
Secondo quanto rivelato oggi dal Washington Post, diventerà off limits per qualsiasi attività di esplorazione energetica, pesca o altre forme di sfruttamento ambientale tutta l’area adiacente alle isole e agli atolli statunitensi, incluse le acque fino a 200 miglia nautiche offshore da questi territori.
“E’ la zona più integra, più vicina all’oceano primordiale che esista al mondo”, ha commentato Enric Sala, un ricercatore del National Geographic che studia nella zona delle barriere coralline e degli atolli dal 2005.
Nonostante la futura area protetta sia completamente disabitata, la decisione di Obama rischia di sollevare la fiera opposizione dei pescatori di tonno: il pescato di tonno in quella zona rappresenta il 3% del totale americano. E anche a Capitol Hill – prevede il Wp – alcuni repubblicani potrebbero cogliere l’occasione per rimproverare all’amministrazione Obama di oltrepassare i limiti dei poteri della Casa Bianca nel voler regolamentare le attività offshore.
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