Animali: lupi sempre più minacciati, in aumento gli avvelenamenti

Lupi sempre più minacciati: negli ultimi mesi diversi esemplari sono stati uccisi e la Forestale registra un aumento del 10-20% del fenomeno rispetto all’anno scorso. Finiscono vittime di polpette avvelenate con stricnina o riempite di frammenti di vetro, chiodi e lame. Il Corpo forestale dello Stato segnala spesso carcasse di lupi trovate nei boschi e sulle montagne. Di recente sono state individuate due lupe in avanzato stato di decomposizione in provincia di Perugia. Nella stessa zona erano stati riscontrati altri casi di avvelenamenamento, tra cui quello del lupo ‘Ezechiele’, salvato grazie all’intervento degli agenti della Forestale. “Si tratta di un fenomeno – spiega all’Adnkronos Luciano Sammarone, comandante provinciale della Forestale di Isernia – che deve essere inserito nel generale contesto del conflitto fra predatori e attività economiche tradizionali”. A volte sono i bracconieri che uccidono i lupi, considerati dei concorrenti nella caccia a cervi, cinghiali e caprioli, oppure i cercatori di tartufo, che vogliono eliminare i cani di cercatori rivali disseminando bocconi avvelenati. Altre volte la responsabilità è degli allevatori che, in questo modo, vogliono proteggere il proprio gregge e preferiscono ‘prevenire il danno’ uccidendo il predatore anzichè sottoporsi alla trafila burocratica dei rimborsi previsti in questi casi.

“Le Regioni pagano i rimborsi con molto ritardo – puntualizza Sammarone – a causa dei tagli nei bilanci regionali, che hanno comportato una riduzione dei fondi destinati agli indennizzi. Con i finanziamenti ridotti, i tempi di risarcimento si sono allungati in modo considerevole”. “Alcune regioni hanno adottato nuove misure. Ad esempio -continua Sammarone- Lombardia e Veneto hanno stipulato polizze assicurative a favore degli allevatori del territorio. Se uno di loro viene danneggiato, la compagnia assicuratrice interviene pagando il dovuto”. Il comandante provinciale della Forestale garantisce che è difficile truffare gli enti locali presentando carcasse di bestiame per ottenere la somma pattuita nel contratto assicurativo. “Esperti e veterinari sono chiamati a esaminare ogni richiesta di indennizzo. E’ difficile quindi imbrogliare”. Dal Corpo Forestale assicurano che la situazione è costantemente monitorata. E invitano i cittadini a contribuire all’impegno delle autorità, segnalando il ritrovamento di corpi di animali uccisi con esche avvelenate. Queste ultime non sono solo un pericolo per la fauna selvatica. Dato che inquinano l’ambiente e le falde acquifere, possono essere indirettamente dannose anche per gli esseri umani.