Le popolazioni di pinguino imperatore (Aptenodytes forsteri) sono particolarmente elusive e complesse da “inseguire” per gli scienziati. Una difficolta’ che si traduce in carenze di dati utili alla valutazione del loro stato di salute, dei numeri attuali di esemplari e dell’efficacia delle strategie di conservazione da adottare. Un nuovo studio condotto da Andra Ancel del Cnrs ha dimostrato che per ottenere informazioni piu’ esaustive su questi importanti animali e’ necessario puntare su un duplice approccio investigativo: le immagini satellitari e gli studi sul campo. Un esempio dell’efficacia della doppia strategia e’ la recente scoperta di una colonia di pinguini inizialmente rilevata dai satelliti e successivamente osservata da vicino. L’indagine sul campo ha poi permesso di scoprire una seconda colonia non rilevata dai satelliti. Le due colonie, con un totale di 7.400 esemplari, risiedono vicino al ghiacciaio Mertz in una zona che ha subito enormi variazioni di habitat dopo la rottura di una “lingua” di ghiaccio nel febbraio del 2010. Questi pinguini mostrano un notevole potenziale di adattamento all’improvvisa perdita di habitat. La ricerca e’ stata pubblicata sulla rivista ‘Plos One’.
Animali: per studiare i pinguini servono i satelliti
