Astrofisica: meeting in Sicilia in onore di SKA, il radiotelescopio rivoluzionario

Sara’ la piu’ grande rete di radiotelescopi del mondo. Contera’ migliaia di grandi antenne e milioni di ricevitori radio, distribuiti tra le regioni desertiche dell’Africa e dell’Australia, che ne faranno il piu’ potente radiotelescopio mai concepito e una straordinaria arma per studiare l’evoluzione dell’Universo, la gravita’ e la materia oscura e gli enigmatici e vasti campi magnetici. Stiamo parlando di SKA, protagonista dal 9 al 13 giugno di ”Advancing Astrophysics with the Square Kilometre Array”, meeting internazionale di astrofisica che si svolgera’ in Sicilia, a Giardini Naxos, e che vedra’ riuniti 260 tra astrofisici, scienziati e ingegneri provenienti da tutto il mondo per parlare di uno dei progetti di ricerca piu’ importanti ed entusiasmanti degli ultimi anni. A partire dal 2020 – sottolinea il notiziario online dell’Istituto nazionale di Astrofisica, Media Inaf – quando questa monumentale opera sara’ completata, la scienza del mondo avra’ a disposizione uno strumento che cambiera’ il nostro modo di osservare l’Universo e ci fornira’ quelle risposte che ancora mancano sulla composizione e l’evoluzione dell’Universo stesso. Il meeting sara’ l’occasione per esperti, scienziati, professori e appassionati per confrontare i recenti risultati delle ricerche nei momenti finali della fase di pre-costruzione. I partecipanti al convegno avranno la possibilita’, infatti, di conoscere gli ultimi sviluppi nel campo della cosmologia, delle pulsar, del magnetismo cosmico e dell’esobiologia, ma soprattutto di imparare a conoscere meglio SKA, che rivoluzionera’ il modo di fare ricerca nello spazio. Gli esperti forniranno aggiornamenti e notizie su tutti e tre i telescopi precursori di SKA, cioe’ ASKAP, MWA e Meerkat. Il progetto rappresenta anche una sfida a livello scientifico e ingegneristico, che riunisce in unico grande e ambizioso progetto alcune tra le piu’ brillanti menti del pianeta. ”Una volta completato, SKA sara’ un network caratterizzato da un 1 km quadrato di area di raccolta (140 campi da calcio!) e avra’ un grande campo di vista, un’estensione di alcune migliaia di chilometri e tecnologie innovative per ricevitori, trasporto ed elaborazione del segnale e calcolo. SKA contera’ migliaia di grandi antenne e milioni di ricevitori radio, distribuiti tra le regioni desertiche dell’Africa e dell’Australia, che ne faranno il piu’ potente radiotelescopio mai concepito e una straordinaria arma per studiare l’evoluzione dell’Universo, la gravita’ e la materia oscura e gli enigmatici e vasti campi magnetici. I tre diversi precursori supereranno di 50 volte la risoluzione e la qualita’ delle immagini finora ottenute grazie all’Hubble Space Telescope, e parliamo delle onde radio dello spettro!”. L’Italia, tramite l’Istituto nazionale di Astrofisica, ha raccolto la sfida sin dall’inizio ed e’ oggi uno dei principali paesi coinvolti nel progetto, accanto ad altre 10 nazioni (Australia, Canada, Cina, Germania, India, Olanda, Nuova Zelanda, Sud Africa, Svezia e Regno Unito). Visti gli elevati costi di progettazione e costruzione, al progetto partecipano circa 100 organizzazioni sparse in 20 paesi in tutti i continenti. La sfida non e’ solo scientifica, ma anche industriale ed economica per l’Italia, che e’ gia’ attiva in tutti i gruppi scientifici, in 4 consorzi tecnologici e leader di importanti progetti. A rappresentare l’Inaf durante il meeting ci saranno diversi ricercatori italiani nonche’ il presidente Giovanni Bignami, che terra’ un public talk dal titolo ”SKA e’ il futuro dell’Italia” martedi’ 10 giugno alle ore 20 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Universita’ di Catania.