
Alle 06 di questa mattina un’altra squadra del CNSAS composta da 4 tecnici è entrata in grotta trasportando i materiali necessari per attrezzare il recupero della barella con l’infortunato nel tratto più profondo della Riesending-Schachthöhle. Gli italiani stanno trasportando anche materiali di conforto necessari ai tecnici per una permanenza in grotta di più giorni .
Una squadra che comprende un medico del CNSAS addestrato al soccorso medicalizzato in ambiente ostile ha raggiunto nella tarda sera di ieri il ferito insieme ad un medico austriaco che si era unito alla squadra italiana.
La squadra medica ha medicalizzato e condizionato il ferito in una apposita struttura allestita nel luogo dell’incidente e rimane a dargli supporto a profondità -980m in attesa che sia possibile avviare l’evacuazione.
Nella tarda serata di ieri, recita un altro comunicato stampa diramato ieri sera sempre dal CNSAS, la squadra medica composta da svizzeri ed austriaci è rimasta bloccata a – 700 m (al “Campo 3“) pertanto sono entrate in azione due squadre italiane, la prima con il compito di mettere in sicurezza un tratto di grotta fino alla profondità di – 400 m, la seconda ha invece operato all’imbocco della grotta eliminando alcuni massi pericolanti e sostituendo le corde di progressione nel primo pozzo profondo 50 m.
Il ruolo del CNSAS continua ad essere di supporto in caso di emergenza in quanto non c’è stata ancora la richiesta formale del Governo Federale Tedesco per operare in forze all’interno della grotta. Ma qualora arrivasse sono pronte a partire altre squadre di tecnici specializzati provenienti da tutta la penisola per collaborare alle operazioni di recupero che, vista l’estrema profondità e complessità della grotta, è presumibile si protrarranno per diversi giorni.