Brasile, via ai Mondiali: il clima di Manaus, la città amazzone dove sabato si gioca Italia-Inghilterra

brasileCon una superficie stimata di oltre 8,5 milioni di km² il Brasile è il quinto paese più grande del mondo per superficie totale (pari al 47% del territorio sudamericano). È bagnato dall’oceano Atlantico a est, a nord confina con il dipartimento francese d’oltremare della Guyana francese, Suriname, Guyana e Venezuela, a nord-ovest con la Colombia, a ovest con il Perù e la Bolivia, a sud-est con il Paraguay e l’Argentina, ed a sud con l’Uruguay. Confina con tutti i paesi del Sud America, tranne Ecuador e Cile.

La maggior parte del paese si trova nella zona tropicale, dove le stagioni non sono particolarmente ostili dal punto di vista climatico. La foresta amazzonica copre 3,6 milioni di km quadrati del suo territorio e grazie alla sua vegetazione e al clima, è uno dei paesi con il maggior numero di specie di animali nel mondo. Dal punto di vista strettamente climatico il Brasile rientra per intero nell’area tropicale, toccando in parte la zona sub-equatoriale ed equatoriale nell’estremo settore settentrionale dell’umida depressione amazzonica. Questa grande tropicalità costituisce il carattere più marcato della sua stessa geografia, connotandone il paesaggio e i caratteri tipici della società brasiliana. Visto la sua notevolissima estensione, all’interno del Brasile, troviamo notevoli differenze, da regione a regione. Possiamo da qui iniziare a fare una netta distinzione fra il clima tipicamente equatoriale, caldo, umido e molto piovoso per tutto l’anno nella regione amazzonica, ad un clima tendente più al sub-equatoriali nella fascia a sud dell’Amazzonia, fino ad un clima più marcatamente tropicale, con stagione secca e stagione delle piogge, prevalente nel resto del paese.

Solo l’estremo settore più meridionale del Brasile gode di un clima un po’ più temperato, di tipo sub-tropicale. Prima di entrare nel dettaglio bisogna tenere presente che il paese, essendo molto vasto e disteso lungo l’area tropicale, è privo di importanti catene montuose, capaci di riprodurre effetti significativi sulle condizioni climatologiche. La mancanza di importanti catene montuose lo rende particolarmente esposto alle umide masse d’aria, d’origine tropicale marittima, che provengono direttamente dall’Atlantico meridionale. Nella regione amazzonica, influenzata dalle fluttuazioni stagionali del “fronte di convergenza intertropicale” (ITCZ), a cavallo dell’equatore geografico, il notevolissimo apporto di umidità è indotto alla convergenza degli Alisei di NE e di SE, proprio sopra l’Amazzonia, dando luogo a quelle condizioni climatiche equatoriali che fanno di questa regione una delle aree più umide e piovose di tutta la Terra. Quasi tutti i forti temporali che quotidianamente, specie fra il pomeriggio e la serata, si sviluppano sopra la regione amazzonica, sono originati dall’ITCZ, la quale mantiene attiva nei bassi strati delle aree di convergenza venti (fra la debole ventilazione da NE e i più freschi venti meridionali che risalgono dal sud dell’Amazzonia) che stimolano l’innesco dei forti moti convettivi (intense correnti ascensionali) pronti a costruire gli enormi annuvolamenti cumuliformi che danno la stura ai temporali, di natura “termoconvettiva”.

Molti di questi, a causa dell’intenso riscaldamento diurno (derivato dai passaggi “zenitali” del sole) e delle notevoli fonti di umidità fornite dalla stessa foresta pluviale (piena di corsi d’acqua, stagni e paludi molto estese) che copre l’intera area dell’Amazzonia, possono raggiungere dimensioni spaziali considerevoli, dando luogo a fenomeni precipitativi davvero violenti, coadiuvati da attività elettrica a fondoscala, elevati valori di rain/rate e furibondi colpi di vento, legati ai “Downbursts” delle singole “Celle”. Non è un caso se in Amazzonia la media pluviometrica annua si aggira sui 2000-2500 mm, associandosi a temperature castamente superiori ai +28°C +30°C.

A Manaus, la capitale dello stato dell’Amazonas, mediamente annualmente cadono 2.286 mm di pioggia, con oltre 180 giorni di pioggia l’anno, mentre la temperature media annua si aggira sui +31.4°C per le massime e i +26.7°C per le minime. Nonostante l’enorme piovosità, tipica del clima caldo umido equatoriale, tuttavia anche in Amazzonia si verifica una attenuazione delle piogge durante l’estate boreale, fra Luglio e Settembre, per la conseguente risalita verso nord dell’ITCZ che si dispone fra il Venezuela, la Colombia settentrionale e Panama, in corrispondenza della massima “zenitazione” del sole nell’emisfero boreale. In questa stagione, difatti, le vaste superfici continentali del Brasile centrale sono interessate dalla risalita, verso nord, dell’ampia cintura anticiclonica sub-tropicale, facente capo alla “Cella di Hadley” in azione lungo l’emisfero australe. Molto spesso, in questo periodo dell’anno, mentre l’ITCZ sale fino al Venezuela, favorendo un rinforzo dell’attività convettiva fra Panama e i Caraibi meridionali, l’anticiclone dell’isola di Sant’Elena dall’Atlantico meridionale (alta pressione sub-tropicale permanente dell’Atlantico meridionale) si espande su gran parte del territorio brasiliano, legandosi alle volte con l’anticiclone boliviano, attivo nella media e alta troposfera sopra l’omonimo altopiano.

Questa vasta cintura anticiclonica sub-tropicale mantiene prevalenti condizioni di clima stabile e secco (con prevalenti “Subsidenze atmosferiche” su vaste aree), nell’estate boreale, su gran parte del Brasile. Questa stagione secca, che in Amazzonia rimane molto effimera, più a sud, fra gli stati del Brasile centrale e l’altopiano del Mato Grosso, si prolunga per almeno 5-6 mesi. La fase siccitosa sul Brasile centrale si rompe con l’inizio dell’inverno boreale (estate australe), con la discesa dell’ITCZ a sud del bacino amazzonico, allorquando si verificano i massimi di precipitazioni, da Novembre a Marzo, che possono scaricare fino a 1000-1500 mm annui. Anche sotto l’aspetto termico si riscontrano notevoli differenze. Nella parte più interna, dove la continentalità è molto accentuata, le escursioni termiche giornaliere, fra giorno e notte, possono superare i +7°C +8°C, mentre le escursioni termiche annue possono superare anche i +15°C sugli altopiani interni più meridionali. Nella capitale Brasilia, dove l’altitudine mitiga notevolmente le temperature, si passa dai +22°C di Gennaio ai soli +19°C di Luglio. Valori decisamente più elevati, e supportati da valori dell’umidità relativa sempre elevati (70% – 85 %), si registrano lungo tutta la costa atlantica brasiliana, dove l’effetto mitigatore dell’Aliseo di SE, che si attiva sul bordo occidentale dell’anticiclone di Sant’Elena, mitiga anche la calura. Nell’incantevole città di Rio de Janeiro, si passa dai +27.5°C di Gennaio ai più freschi +23°C di Luglio, ulteriormente mitigati dall’azione delle brezze provenienti dall’oceano. Da notare come lungo buona parte della fascia costiera brasiliana la piovosità diventa sempre elevata, vuoi anche per il considerevole “forcing” orografico esercitato dai rilievi che caratterizzano il vicino retroterra nei confronti degli umidi venti da SE e E-SE, provenienti dalle latitudini tropicali dell’oceano Atlantico meridionale, legati al ramo principale dell’Aliseo di SE che si attiva lungo il bordo occidentale dell’anticiclone di Sant’Elena. In queste zone, nell’area compresa fra la baia di Rio de Janeiro e la fascia costiera del Paraiba, si hanno medie pluviometriche annue vicine, o di poco superiori, ai 2000 mm. Nettamente diverso è il discorso per tutta l’area del nord-est (Nordeste) del Brasile, fra la parte settentrionale del Rio Grande do Norte e il Cearà, la quale non trovandosi direttamente esposta al soffio dell’umido Aliseo di SE, che si mantiene un po’ più defilato spirando con il suo ramo principale fino alla città di Natal e l’arcipelago di Fernando de Norohna, detiene un clima tropicale decisamente più secco, con un regime precipitativo molto irregolare che alle volte può determinare gravi situazioni siccitose (soprattutto negli anni di “El Nino”). Basti pensare che in alcune località, lungo il bacino del Sao Francisco, non si superano nemmeno i 500-600 mm annui. A causa della bassa umidità relativa, in quest’area, durante la fase culminante della stagione secca, si possono raggiungere valori termici davvero molto elevati rispetto alle altre aree del paese, compresi fra i +36°C e i +40°C.