Il ciclone algerino si tuffa sul Canale di Sicilia: intense burrasche sferzano la Tunisia e i mari a sud della Sicilia, registrate raffiche fino a 90 km/h

Come previsto nei giorni scorsi la “depressione orografica”, che nel pomeriggio di domenica 1 Giugno 2014 si è sviluppata sul versante sottovento dell’Atlante algerino, nel corso del pomeriggio di ieri si è ulteriormente approfondita, continuando ad avanzare in direzione dell’Algeria nord-orientale e dei vicini confini tunisini. Questa depressione, di chiara origine orografica, presenta una struttura alquanto complessa, caratterizzata da un giovane sistema frontale nei bassi strati, di origine termica, addossato al versante settentrionale della catena montuosa dell’Atlante Telliano. Il sistema depressionario extratropicale, inoltre, presenta un carattere prevalentemente caldo, poiché alimentato, lungo il suo bordo orientale, dalla risalita di masse d’aria calde e secche, di matrice sub-tropicale continentale, che dall’entroterra desertico della Libia occidentale si spingono verso la Tunisia e l’Algeria orientale.Questa sostenuta ventilazione dai quadranti sud-orientali, impattando lungo il versante meridionale dell’Atlante, si è invorticata, innescando una significativa avvezione di vorticità positiva che ha alimentato la circolazione depressionaria, approfondendola ulteriormente.

Nella giornata di ieri l’intensificazione del “gradiente barico orizzontale” indotto dallo stesso processo ciclogenetico algerino, supportato dal considerevole “forcing” orografico esercitato dai rilievi dell’Atlante, ha causato un sensibile rinforzo della ventilazione occidentale, con venti piuttosto sostenuti da O-SO e Ovest (raffiche fino a 50-60 km/h), sul bordo meridionale della giovane area depressionaria, che hanno spazzato l’intero entroterra desertico algerino, specie la regione dei grandi Erg occidentali (dove sono presenti le grandi dune di sabbia del Sahara).

Qui la sostenuta ventilazione occidentale ha sollevato delle estese tempeste di sabbia, meglio note con il termine di “Haboob”, che in poche ore si sono estese fino alla regione libica della Tripolitania. Poco più ad ovest, lungo il margine occidentale della suddetta “depressione orografica”, l’infittimento del “gradiente barico orizzontale” ha attivato una sostenuta, a tratti intensa, ventilazione dai quadranti settentrionali, da Nord e N-NO, che dal mar delle Baleari si è spinta verso le coste algerine, contribuendo ad ammassare nubi e precipitazioni, esaltate dal “forcing” orografico dell’Atlante. Questi venti settentrionali, dopo aver scavalcato i monti dell’Atlante, si sono tuffate, tramite sostenute raffiche di caduta, nel cuore dell’entroterra desertico sahariano, interessando la regione dei grandi “Erg occidentali” (dune di sabbia), con la conseguente formazione di estese tempeste di polvere che si sono estese fino all’Algeria meridionale e ai confini con i deserti del Mali e della Mauritania, dove le correnti cominciavano a piegare più da NE, alimentando le correnti di “Harmattan” (altro non è che il corrispondente dell’”Aliseo di NE” sopra la regione sahariana). A Mecheria, circa 1174 metri di altezza, nella tarda mattinata odierna, il sostenuto vento da Nord ha soffiato con raffiche intense, che hanno raggiunto un picco di ben 70 km/h. Ma con il progressivo spostamento verso levante della depressione extratropicale venti piuttosto intensi, da E-NE ed Est, che hanno superato la soglia d’attenzione, raggiungendo l’intensità di burrasca, hanno sferzato un’area non molto vasta poco a sud della catena montuosa dell’Atlante, tra la bassa Tunisia e il vicino confine con l’Algeria orientale.

Difatti,  il significativo inasprimento del “gradiente barico orizzontale”  fra l’entroterra desertico algerino e i mari che circondano le nostre isole maggiori (Canale di Sardegna e Canale di Sicilia), ha agevolato l’attivazione di una sostenuta, a tratti intensa, ventilazione da Est ed E-NE, nei bassi strati, che dal basso Ionio e dal mar Libico si è velocemente propagata al Canale di Sicilia e alle coste della Tunisia, con venti piuttosto intensi che nel corso del pomeriggio di ieri si sono ulteriormente rafforzati, assumendo carattere di burrasca, forza 7 Beaufort, nel tratto compreso fra le isole Pelagie (Lampedusa e Linosa), il golfo di Gabes e gran parte della bassa Tunisia, dove i venti da Est ed E-NE, successivamente ruotati più da NE, hanno spirato con raffiche che hanno oltrepassato la soglia dei 60 km/h, occasionalmente anche 70 km/h.  Proprio nelle scorse ore, con la traslazione del minimo barico al suolo, sceso sotto i 1000 hpa, sul Canale di Sicilia, una intensa ventilazione, da Est e E-NE, ha sferzato tutta la Tunisia centro-meridionale, con raffiche che hanno lambito punte di oltre i 60-70 km/h.

La raffica più intensa è stata registrata in Tunisia, a Tozeur, dove l’intenso vento da Est ha fatto registrare un picco di ben 89 km/h, prima dell’arrivo dei temporali che nel pomeriggio di ieri si sono formati sull’entroterra desertico algerino orientale, spostandosi successivamente in direzione della bassa Tunisia, non appena in quota si sono manifestate le prime infiltrazioni di aria fredda che hanno esaltato il “gradiente termico verticale”, destabilizzando l’intera colonna d’aria.  Ma i forti venti orientali hanno spazzato per bene pure Gafsa, a circa 314 metri di altezza, dove il forte vento da E-NE, proveniente dal basso Canale di Sicilia, nel primo pomeriggio di ieri, nella fase clou, ha toccato una massima raffica di ben 87 km/h. Ma raffiche, oltre i 70 km/h, sono state misurate in altre località della bassa Tunisia, specialmente nel tratto fra l’isola di Djerba e il golfo di Gabes, dove le burrasche da E-NE, in successiva rotazione a NE, hanno raggiunto la massima intensità.  A causa delle forti raffiche, da Est e E-NE, in molte zone della Tunisia centro-meridionale si sono verificati non pochi disagi, soprattutto per alberi sradicati e danneggiamenti significativi alla rete elettrica, messa a dura prova dall’impetuosa ventilazione orientale. Questi venti da E-NE, a tratti intensi, della nottata, estendendosi a tutto il Canale di Sicilia, creando un buon “Fetch” (spazio di mare su cui soffia il vento), investiranno pure le coste meridionali della Sicilia, con raffiche che potranno toccare picchi di oltre 50-55 km/h lungo gli esposti litorali del siracusano e ragusano, e 60 km/h nell’area di Capo Passero, particolarmente aperta ai venti provenienti dal primo e secondo quadrante.

Gli intensi venti da Est ed E-NE, in successiva rotazione da NE, spirando in maniera molto sostenuta nel corso delle prossime ore, determineranno un rapido incremento del moto ondoso a partire dal Canale di Sicilia, basso Ionio e settore più occidentale del mar Libico, che da molto mossi diverranno agitati a largo. In particolare proprio il Canale di Sicilia e il basso Ionio occidentale che entro la mattinata odierna si renderanno agitati, con la genesi di onde di “mare vivo” capaci di raggiungere i 3.0-3.5 metri di altezza, e “Run-Up” sui 4.0 metri, soprattutto nel tratto compreso fra Malta e l’area del golfo di Gabes. Queste ondate, sollevate dagli intensi venti orientali, si spingeranno verso le coste della Tunisia centrale, generando su queste significative mareggiate che potranno arrecare persino dei danni nei tratti interessati dal fenomeno dell’erosione costiera. Ma importanti risacche e mareggiate di debole intensità, nel corso della mattinata di domani, flagelleranno anche le coste della Sicilia orientale, specialmente i litorali del basso messinese ionico, catanese fino alla zona di Capo Passero, dove sopraggiungeranno onde lunghe molto ben formate dal basso Ionio, con direzione media di provenienza da E-NE, alte anche sui 2.5-3.0 metri, che si abbatteranno con grande impeto  su questi tratti di costa.

Solo dal tardo pomeriggio i venti, ruotando dai quadranti settentrionali, andranno ad attenuarsi in modo significativo, rimanendo ancora piuttosto sostenuti solo sullo Ionio a largo, nel tratto antistante le coste della Sicilia sud-orientale, dove persisterà una intensa ventilazione da NE e N-NE che si indebolirà rapidamente dalla successiva nottata. I mari invece rimarranno ancora da molto mossi ad agitati, con una progressiva scaduta del moto ondoso, tramite una onda molto lunga da E-NE sullo Ionio, che proseguirà per l’intera giornata di mercoledì, causando sostenute risacche sulle coste della Sicilia orientale, dove il processo dell’erosione costiera rischia di mangiarsi altri tratti di spiagge.